Eugenio Chacarra vince l'Open d'Italia che offre due nuove speranze azzurre

Lo spagnolo ottiene il secondo successo consecutivo sul DP World Tour e un posto sicuro nel prossimo Open Championship di Royal Birkdale. A Torino ben figurano Matteo Cristoni e Filippo Ponzano 

29 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 06:14
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Foto Ansa

I volontari stanno già smontando le corde dei primi green quando Eugenio Chacarra, alla diciottesima buca, imbuca l’ultimo putt del torneo. Mentre dai boschi della Mandria ricomincia a salire il canto degli uccelli, sul tabellone resta un 64 che consegna al campione spagnolo il secondo successo consecutivo sul DP World Tour e un posto sicuro nel prossimo Open Championship di Royal Birkdale. Il ventiseienne di Madrid, cresciuto alla Oklahoma State University prima della parentesi nel LIV Golf, ha lasciato Matt Wallace a cinque colpi e Joaquín Niemann a sei. Fino a poche settimane fa, Chacarra sembrava uno dei tanti talenti rimasti ai margini del grande golf. Oggi l’Open d’Italia ce lo riconsegna, accaldato e sicuro, esattamente dove pensava di arrivare.
Eugenio Chacarra (foto Ansa)
Eugenio Chacarra (foto Ansa)
È stato un weekend con buone sorprese sul fronte azzurro, anche se i nomi non sono quelli che alcuni pronosticavano.
Matteo Cristoni, ventiquattrenne modenese all’esordio sul DP World Tour, ha chiuso undicesimo con un 65 finale e si è guadagnato qualcosa di più di un buon piazzamento. Filippo Ponzano, ventidue anni, ha giocato forse il suo ultimo torneo da dilettante proprio sul percorso dove è cresciuto, ha salutato il pubblico da miglior amateur e fra poche settimane, salvo sorprese, passerà al professionismo. Nessuno dei due ha vinto il torneo di casa, ma entrambi hanno lasciato Torino con prospettive ben diverse da quelle con cui erano arrivati.
Joaquín Niemann, leader dopo le prime due giornate, si è fermato al terzo posto. Solo una settimana fa allo US Open aveva compromesso il torneo con un incredibile undici su un par 4, aggravato da una rarissima penalità di due colpi per avere scaraventato il bastone a terra in un momento di rabbia. A Torino ha ritrovato il suo golf, non il trofeo. Sorte non dissimile da quella di Patrick Reed, arrivato da leader della Race to Dubai, non è andato oltre il quarantacinquesimo posto, sena mai dare l’impressione di poter entrare davvero tra i contendenti del torneo.
Quando leggerete queste righe, il tabellone dietro la diciotto sarà stato ormai smontato, i mezzi delle tv saranno ripartiti, lo staff del campo starà pensando a come rendere il percorso accettabile per i soci del circolo. Qualcuno penserà che sia tempo di trovare un nuovo campione italiano. Se questo torneo ha dato qualche indizio sul futuro una cosa è certa, Francesco Molinari resta l’ultimo dei nostri ad aver vinto, venti anni fa la prima volta e dieci la seconda, il nostro amatissimo Open d’Italia. A chi toccherà la prossima vittoria?