Marc Márquez resta in rosso: Ducati si tiene stretto il suo fenomeno fino al 2028

Il campione spagnolo ha scelto la continuità dopo la rinascita in sella alla Desmosedici: altre due stagioni insieme alla Casa di Borgo Panigale, con l’obiettivo di chiudere la carriera nella famiglia che gli ha restituito una seconda vita da corsa

23 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 09:57
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Foto Ansa

Marc Marquez lo ha sintetizzato in due parole: “Sono rosso”. Il rosso è quello della Ducati con cui ha rinnovato fino al 2028. Altre due stagioni oltre a questa in cui si è miracolosamente aggrappato al Mondiale che stava scappando via su una moto nera, anche lei italiana, l’Aprilia di Marco Bezzecchi. Marc ha 33 anni, il rinnovo significa che chiuderà la carriera in rosso e poi magari resterà nella famiglia che gli ha regalato una seconda vita da corsa accogliendolo nel 2024 e riportandolo al titolo lo scorso anno con una stagione trionfale: 14 vittorie nelle gare Sprint, 11 nei Gran Premi e un titolo arrivato con 5 gare d’anticipo, cosa mai vista prima nel Motomondiale. Peccato che il suo arrivo abbia mandato in tilt Pecco Bagnaia, complicando la vita a chi aveva riportato il titolo a Borgo Panigale. Ma in Ducati non sono bravi a gestire i piloti, loro vogliono solo vincere e se individuano un percorso lo seguono anche se alla fine qualcuno ne farà le spese. Come dar loro torto fin che le vittorie stanno dalla loro parte? Hanno voluto fortemente Marquez, hanno vinto con lui, hanno sofferto all’inizio di questa stagione perché lui non aveva ancora recuperato del tutto, adesso che sono tornati a rivedere la vetta (in due gare ha recuperato più di 30 punti al Bez), hanno allungato il matrimonio.
“Sono davvero felice di questo nuovo accordo e di continuare a fare parte di questa famiglia. Quando ho deciso di venire in Ducati, ero convinto che questo fosse il progetto in assoluto più competitivo. Hanno creduto in me e abbiamo costruito un rapporto basato sulla fiducia e il duro lavoro”, ha detto dopo l’annuncio. “Con questo rinnovo, hanno ribadito ancora una volta questo impegno, rispettando i miei tempi e dandomi la tranquillità di cui avevo bisogno per prendere la decisione corretta. Nel nostro primo anno insieme, abbiamo lottato per il titolo e l'abbiamo vinto: un risultato dal valore inestimabile che conferma che la strada che avevamo scelto era quella giusta”. Marc si è fratturato parecchie volte, ha sofferto, ha pianto, ma non si è mai spezzato. L’amore per quello che fa è la sua benzina. Il miraggio dei dieci titoli lo stimolo in più. “Continuo a gareggiare perché amo questo sport e voglio impegnarmi a raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi. Sono convinto che questo sia il posto giusto per farlo. Finché sarò qui, darò tutto me stesso per dipingere il futuro di rosso”, la sua ultima dichiarazione d’amore. Il rinnovo di Marquez non è una sorpresa, dalla squadra se ne era già andato Bagnaia che ha firmato per l’Aprilia anche se non è stato ancora annunciato ufficialmente. “Marc, oltre ad essere un talento straordinario, rappresenta al meglio la mentalità Ducati, fatta di grande dedizione e sacrificio ma anche di armonia all’interno della squadra e di capacità di essere grandi professionisti pur in un clima scherzoso e sereno”, ha commentato Claudio Domenicali, l'amministratore delegato di Ducati che sta attraversando l'anno del centenario tra alti e bassi, ma ancora una volta ha dimostrato di non voler mollare mai, anche quando la brezza sembra portare la gloria da un’altra parte.
“Fiducia, il rapporto tra Ducati e Marc parte da qui – ha sottolineato Gigi dall’Igna - Ci ha cercati prima, ci ha scelti poi e oggi siamo felici di poter dire che progettiamo un futuro, rosso più che roseo, insieme. Marc ha sempre messo la sua passione, la sua motivazione e il suo essere un vero agonista davanti a tutto nelle scelte”. Marquez aveva capito che per vincere doveva guidare una moto rossa. Ha cominciato ad avvicinarsi passando dal Team Gresini, poi una volta arrivato nella squadra ufficiale, è tornato ad essere quel macinatore di avversari e collezionista di vittorie che è sempre stato. Perché una cosa gli va riconosciuta: simpatico o antipatico che sia, nessuno guida la moto come lui.