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Pirelli celebra i 500 Gp IN F1. Tronchetti: “Antonelli emozioni da campione”
Un libro racconta i primi 500 Gran premi in Formula 1 dell'azienda, un numero destinato a crescere fino al 2028: "Non è soltanto un fornitore ma un partner strategico"
15 GIU 26

Foto ANSA
Emozioni. Pirelli ha intitolato così il libro che racconta i suoi primi 500 Gran premi in Formula 1, un numero destinato a crescere fino al 2028, considerando che la Fia ha appena fatto scattare l’opzione per estendere l’accordo di un anno ancora con la casa italiana che è fornitore unico dal 2011, ma che c’era già quando tutto cominciò il 13 maggio 1950 a Silverstone. Pirelli c’era quando gli italiani diventavano campioni del mondo con Farina e Ascari e Pirelli c’è ancora adesso che un italiano guida il Mondiale e ci sta facendo sognare un po’ tutti. Oggi le emozioni ce le regala Kimi Antonelli e non la Ferrari che, tra l’altro, non ha ancora vinto un campionato da quando monta le gomme made in Italy.
“I campioni mi emozionano sempre – racconta Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli – ed è quello che sta facendo Kimi. Dovrei dire che per me è uguale se vince uno o l’altro, ma essendo italiano non posso essere indifferente a quello che sta facendo Kimi con la sua naturalezza, la sua semplicità. A Monte Carlo mi ha impressionato, riusciva a ottenere il miglior giro senza aver fatto i migliori parziali. Cose che fanno i campioni, come Max quando cominciò e fece subito vedere le sue qualità. Paragonarlo a Senna? Forse è presto, ha i tratti, le qualità e l’atteggiamento giusto, deve solo continuare così”. Accanto a Tronchetti c’è Stefano Domenicali, anche per lui non cambia se vince uno oppure l’altro, ma anche lui è italiano: “Mentirei se dicessi che Kimi non mi emoziona, ma credo che la sua storia sia bella per tutta la Formula 1, non solo per noi italiani”. Domenicali, Todt, in platea anche Binotto e qualche metro più in là Stella: “Eravamo una grande squadra”, dice Jan Todt che con Montezemolo ha sempre scelto il meglio. “Ho imparato tanto lavorando con Jean. Passavo più tempo con lui che in famiglia”, aggiunge Domenicali.
La Fia ha chiesto a Pirelli di allungare il contratto anche nel 2028 e Tronchetti non se lo è fatto ripetere due volte, anche se l’anno prossimo l’impegno si estenderà anche alla MotoGp :“Siamo lieti di estendere la nostra presenza in Formula 1 di un ulteriore anno al 2028, grazie all’accordo raggiunto con la Fia, sotto la guida del suo Presidente Mohammed Ben Sulayem, e Formula 1. Lo scorso anno, abbiamo superato il traguardo dei 500 Gran premi, affrontando e vincendo, nella nostra lunga partecipazione, importanti sfide tecnologiche e di innovazione. Pirelli non è soltanto un fornitore ma un partner strategico che è stato capace di supportare la costante crescita del campionato, guidata dal lavoro congiunto della Federazione e del promotore”.
La Formula 1 è più di una sponsorizzazione. Serve a far conoscere il brand, soprattutto in mercati come gli Stati Uniti, ma è anche uno straordinario banco di prova: “Rappresenta il migliore laboratorio per innovare, sperimentare soluzioni tecniche all’avanguardia e migliorare continuamente i processi di ricerca e sviluppo, a beneficio dei pneumatici stradali di domani. A noi piace vincere in Formula 1, in bicicletta, in moto e sulla strada, non fa differenza. Alla base ci sono le grandi persone che lavorano per noi e ci permettono di ottenere grandi prodotti a tutti i livelli. I piloti che sono i nostri primi clienti sono sempre contenti”, ha aggiunto il vicepresidente esecutivo. La storia di Pirelli in Formula 1 è stata scritta in tre grandi periodi: dal 1950 al 1958; dal 1981 al 1991 e dal 2011 al 2028, come minimo. Nel libro edito da Marsilio Arte ci sono foto fantastiche del passato e del presente. Quella che potrebbe rappresentare il futuro è quella di Kimi campione del mondo. Non corriamo troppo, ma per Pirelli sarebbe l’occasione di chiudere un cerchio cominciato con Farina e Ascari. “Non potendo tifare Italia al Mondiale di calcio, ci rifaremo con Sinner, Antonelli e la vela, sperando di vedere comunque qualche bella partita…”. E già che siamo in argomento, viene naturale, chiedergli se Malagò può essere l’uomo giusto per la Figc: “Sì, è l’uomo giusto, ha passione, leadership. Ha delle caratteristiche speciali e lo ha dimostrato in tutto quello che ha fatto tra Coni e organizzazione di Milano Cortina”. Promosso. Non resta che aspettare il 22 giugno. Intanto godiamoci Antonelli.