Ai Mondiali il calcio va alla scoperta dei time out

Il clima imporrà i cooling break nelle partite della Coppa del mondo 2026: grande occasione per i commissari tecnici

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Foto Ap, via LaPresse

Quarant’anni dopo quelli che incoronarono Diego Maradona e trentadue dopo il rigore di Roberto Baggio a Pasadena, i Mondiali tornano in Messico e negli Stati Uniti (con l’aggiunta del Canada, terza nazione ospitante della manifestazione) per quello che sarà il torneo iridato più grande di sempre: quarantotto nazionali partecipanti, centoquattro gare, dodici gironi e un turno a eliminazione diretta supplementare (la seconda fase partirà dai sedicesimi e non dai canonici ottavi).
La Coppa del mondo più bella di sempre? Difficile dirlo a priori. Di certo rischia di essere quella più calda, viste le temperature bollenti (letteralmente) che, secondo molte previsioni, caratterizzeranno il torneo. L’afa e l’umidità finiranno inevitabilmente per condizionare gli aspetti tattici del gioco, come e più di quanto accadde proprio a Usa ’94.
In questo senso, un’anteprima è stata la Coppa del mondo per club disputatasi lo scorso giugno in terra statunitense così come dalla scorsa finale di Champions League fra Paris Saint-Germain e Arsenal, disputatasi a Budapest all’inusuale orario delle 18.
Prima di tutto, sarà complicato vedere formazioni riuscire a portare lunghe fasi di pressing uomo contro uomo. Già farlo in alcuni momenti della partita o del torneo potrebbe essere un’impresa.
Prevedibile quindi assistere a partite dal ritmo e dall’intensità non troppo alti, soprattutto quando si giocherà in città come Città del Messico e Guadalajara, dove gli stadi Azteca e Akron si trovano rispettivamente a circa 2.200 e 1.500 metri sul livello del mare.
In base a quanto detto, le gare dovrebbero svilupparsi con una squadra a fare la partita e l’altra che cercherà di difendersi con un blocco basso, per poi ripartire in campo lungo. Una sorta di attacco contro difesa, vista la disparità di forze in campo fra le formazioni più forti e il resto delle partecipanti e data anche la tendenza del calcio attuale che, in non possesso, ad alti livelli, vede una diminuzione delle difese in blocco medio, data anche la sempre crescente velocità con cui si cercano di portare le transizioni.
In un contesto del genere guadagneranno ulteriore importanza le palle inattive. Allo stesso tempo però, la maggior severità introdotta dalla Fifa nei confronti dei contatti fisici in queste situazioni (norma subito ribattezzata anti-Arsenal, visto il massiccio utilizzo di blocchi e pressioni sul portiere esercitate dagli uomini di Mikel Arteta in questa stagione) indurrà i tecnici addetti ai calci piazzati a dover trovare nuove soluzioni.
Infine, attenzione ai cooling break. Le pause introdotte per far reidratare e tirare il fiato ai giocatori si trasformeranno in veri e propri time out, utilissimi alla regìa per mandare in onda altri spot pubblicitari e al pubblico statunitense per avere la sensazione di assistere a un classico evento sportivo a stelle e strisce (solitamente diviso su quattro tempi di gioco), ma convenienti anche per gli allenatori, che avranno così la possibilità di tirar fuori pc e notebook per correggere ciò che non sta funzionando.