Ceferin ha rovinato anche la Champions con la finale all’ora del tè

Vi spiego la differenza (ma c’è?) tra Allegri e De Zerbi. Brindisi a Thomas Tuchel: l’allenatore della Nazionale inglese ha fatto convocazioni che hanno scontentato tutti

30 MAG 26
Immagine di Ceferin ha rovinato anche la Champions con la finale all’ora del tè

Aleksander Ceferin (Foto Ansa)

Non mi illudo facilmente, ma ogni scusa è buona per stappare un buon brandy e bere così tanta birra da staccare l’intonaco del muro. Non mi sono quindi lasciato sfuggire la vittoria del Crystal Palace in Conference League, e non perché consideri quella coppa un trofeo degno di questo nome, ma perché come una rosa è una rosa è una rosa, una vittoria di una squadra inglese è una vittoria di una squadra inglese è una vittoria di una squadra inglese. Scrivo questo articolo prima della finale di Champions League giocata all’ora del tè – bravo Ceferin, sei riuscito anche ad ammazzare la magia della sfida serale, a quando le squadre miste? – e non voglio fare previsioni se non che mi ubriacherò con qualsiasi risultato. A proposito di inutilità della Conference, fatemi alzare una pinta al West Ham, che l’ha vinta due anni fa e la prossima stagione giocherà in Championship (un campionato comunque molto più dignitoso della Serie A, ricordiamolo, e decisamente più sano, dato che continua a essere giocato senza quell’abominio del Var): gli Hammers retrocedono, si salva invece il Tottenham, e in Italia avete persino il coraggio di dire che il merito è di De Zerbi, che alla guida degli Spurs ha tenuto una media punti peggiore di quella di Allegri nelle ultime giornate (però Allegri sta sul culo ai giochisti, quindi deve essere impiccato durante una diretta di Viva el futbol tra un congiuntivo sbagliato di Cassano e un madre de diòs di Adani, De Zerbi è un grandissimo anche quando fa brutto ai giornalisti che hanno osato criticare la sua squadra).
Nei prossimi giorni inizierò la preparazione per il Mondiale, e mi sto già allenando da qualche giorno brindando a Thomas Tuchel: l’allenatore della Nazionale inglese ha fatto convocazioni che hanno scontentato – uso un eufemismo per non dire “fatto incazzare” – molti tifosi e ovviamente i giocatori esclusi: non voleranno nella ex colonia Foden, Alexander-Arnold, Palmer e Maguire, tra gli altri.
Bravo Tuchel: per vincere il Mondiale servono coraggio e personalità, escludendo questi nomi il ct sa benissimo che gli verranno rinfacciati alla prima sconfitta, ma la squadra deve convincere lui più che qualche giornalista del Sun o i bolsi calciatori fatti fuori. Speriamo che abbia ragione, e che il fatto di essere un tedesco che ha tra le mani il futuro dell’Inghilterra non gli faccia venire qualche idea troppo nostalgica e vendicativa. E sempre parlando di Mondiale, un altro brindisi lo faccio a Tim Payne, giocatore neozelandese che fino a pochi giorni fa aveva 4.700 follower sui social, e adesso ha superato il milione dopo che un influencer argentino, invece di occupare meglio il suo tempo spiegando ai romanisti che non basta essersi piazzati sul lato corto dell’area durante un rigore contro il Verona per meritare la convocazione al Mondiale, ha invitato i suoi fan (quasi tutti argentini) a seguirlo. Che culo, eh?