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Il Foglio sportivo •
Marcell Jacobs è tornato per stupire
La nuova vita del velocista azzurro riparte dal vecchio allenatore
23 MAG 26

Foto ANSA
Era arrivata a un punto morto la carriera di Marcell Jacobs, l’uomo della provvidenza dell’atletica italiana, a un passo dal ritiro dopo un 2025 tutto da dimenticare. Se ne stava in un Beach Club di Miami, dopo essersi trasferito in Florida con moglie e figli, ad aspettare insieme ai compagni di allenamento le decisioni di quell’allenatore sbagliato, Rana Reider, che dopo qualche acuto incoraggiante lo aveva mollato sull’orlo del baratro. Marcell lo avevamo lasciato 242 giorni fa, una eternità, ai Mondiali di Tokyo dopo quella rocambolesca squalifica in staffetta di cui era stato protagonista involontario e ce lo siamo ritrovati di colpo in buona forma nella sua “casa” atletica sulla collina, in quel di Savona, dove era sceso per la prima volta sotto i 10” (9”95) 5 anni fa, viatico degli ori olimpici di Tokyo conquistati 100 giorni dopo.
Nella finale vinta dal sorprendente britannico Romell Glave (9”88) per Jacobs, alla settima partecipazione savonese, un terzo posto comunque positivo, impreziosito da un 10”01 ventoso (+2,7), che con brezza entro i limiti (+2,00) potrebbe valere 10”04, quindi già molto meglio del 10”16 che era stato il suo stagionale dell’anno scorso. “Mi sembrava di aver fatto falsa partenza perciò ho un po’ incespicato dopo i primi due appoggi: parte centrale buona, sul finale dovrò lavorare. Ma dopo il caos della batteria (10”11 ventoso, ndr) sono contento così”. Quanto basta perché si decida a raccontare i particolari di questa decisione che l’ha portato a tornare in Italia col vecchio allenatore Paolo Camossi che lo deve pilotare ad agosto al terzo titolo europeo consecutivo sui 100, impresa finora riuscita solo ai fenomeni Valery Borzov e Linford Christie. “Ricordo ancora la data, 4 gennaio. Ero in quel Beach Club quando è arrivato il WhatsApp di Raider: ‘Vado in Cina’. Non ho neanche risposto. Ne ho parlato con mia moglie e dopo un paio di giorni ho alzato il telefono e ho chiamato in Italia Paolo, mio allenatore fino a settembre 2023, con cui a Tokyo durante i Mondiali dell’anno scorso c’era stata una cena di riavvicinamento. Ti va di tornare insieme? Detto e fatto, eccolo qui”. Lo stesso Camossi, incoraggiato dal tempo di Savona, ma anche da test che dopo quattro mesi di lavoro comune danno già Marcell fuori dal tunnel, ci ha raccontato i particolari di quella telefonata: “Io l’ho ricevuta il 6 gennaio, giorno del mio compleanno. In cuor mio avrei detto subito sì, ma dovevo far vedere che ci volevo pensare un po’… Il 9 febbraio ero già in Florida e questo è il risultato: Marcell, pur arrugginito e con tante cose da mettere a posto, qui ha rispettato il range di tempi che ci eravamo prefissi fra i 10” e i 10”05, considerando anche il vento”.
Il futuro immediato passa dal Golden Gala del 4 giugno, dove il suo successore olimpico Noah Lyles (che ha esordito con 9”95) appare fuori portata. Quello a più lunga gittata, dopo la probabile tappa di Parigi del 28 giugno, guarda con fiducia all’Olimpiade di Los Angeles 2028. Con tanto di lapsus quasi profetico. “Posso pensare di avere davanti ancora tre anni. Los Angeles è fra due? Pardòn, ho sbagliato i calcoli, ma effettivamente non mi pongo limiti”.



