Le accuse a Rocchi sono da dimostrare, i crimini del Var sono sotto i nostri occhi

L'inchiesta di Milano svela la trappola della tecnologia arbitrale: l’illusione del calcio perfetto alimenta il complottismo. Ogni errore diventa un moltiplicatore di sospetti, ogni decisione un caso giudiziario. Per il calcio del futuro, meno perfezione, più spettacolo

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28 APR 26
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AP Photo/Dave Shopland

L’inchiesta della procura di Milano che riguarda le presunte frodi che avrebbe organizzato il designatore arbitrale Gianluca Rocchi per favorire alcune squadre della Serie A ha acceso la fantasia degli appassionati della materia per un numero infinito di ragioni, tra cui naturalmente primeggia l’idea che al centro di queste frodi vi possa essere una qualche forma di sudditanza del capo degli arbitri italiani nei confronti dell’Inter guidata da Giuseppe Marotta. Nell’attesa che l’inchiesta possa offrire qualche elemento probatorio in più, diverso dalla propalazione di accuse vaghe e fondate su prove non esattamente schiaccianti, c’è un tema molto interessante illuminato dall’indagine che avrebbe meritato una copertura diversa rispetto a quella che abbiamo visto in questi giorni e che potremmo provare a sintetizzare brutalmente così: le conseguenze molto nefaste di un’oscena repubblica calcistica fondata disgraziatamente sul Var.
Nell’inchiesta su Rocchi, il Var c’entra perché si ipotizza che alcune decisioni arbitrali siano state condizionate attraverso la famosa sala video da dove si azionano le leve del Var. E in questo capo di imputazione, se si ha la pazienza di rifletterci un istante, si nasconde una contraddizione che rappresenta la fotografia perfetta di ciò che è diventato il Var per il calcio italiano. Il Var, lo ricordiamo tutti, prometteva di ripulire il calcio dagli errori. Ma in verità ha contribuito non solo a rendere sempre meno eccitanti le partite di calcio (in Serie A viene utilizzato il doppio di quanto viene utilizzato in Inghilterra: 0,44 interventi a partita contro 0,275, e se sei abituato a vincere una partita giocando con il Var ti stai disabituando a vincere una partita giocando con il talento).
Il Var ha contribuito anche a fare altro: ha creato un sistema calcistico all’interno del quale la domanda irreale di perfezione assoluta ha trasformato ogni errore in un moltiplicatore di sospetti. Se ogni decisione viene presentata al pubblico come potenzialmente perfetta, ogni errore commesso dal Var non può che diventare argomento di discussione, di dibattito, di polemica quotidiana. In questo senso, l’indagine su Rocchi è un incredibile caso di scuola, con gli inquirenti che trasformano in una possibile prova indiziaria una scelta errata fatta dagli arbitri in sala Var, come se questa fosse la pistola fumante di un complotto più grande. In un calcio potenzialmente perfetto, dunque, ogni errore non può che partire da un motore discrezionale che non può non essere stato a sua volta innescato da un qualche complotto indicibile. In un calcio potenzialmente perfetto, ancora, il libero arbitrio non esiste più, errori compresi, e ogni decisione di un arbitro, diventando più lenta e macchinosa, viene disumanizzata e diventa dunque più sospettabile. E in un calcio dove si pretende la perfezione, l’arbitro abituato all’aiuto da casa diventa meno autorevole, meno allenato a decidere, meno rispettato (in Inghilterra, i club della Championship, la seconda divisione, ad aprile hanno bocciato l’introduzione dalla stagione 2026/27 di un sistema “Var-lite” chiamato Football Video Support, una sorta di Var a chiamata attraverso il quale gli allenatori avrebbero avuto un numero limitato di challenge per chiedere la revisione di episodi decisivi come gol, rigori, rossi o scambi di persona: la maggioranza dei club ha detto no perché ritiene che l’assenza del Var sia ormai un vantaggio del campionato, con partite più rapide, meno interruzioni, esultanze immediate, tifosi più contenti).
L’introduzione del Var aveva come compito quello di salvare il calcio dall’errore. Gli effetti a breve termine sono quelli che vediamo oggi: i tifosi sono stati diseducati a tal punto dall’avere un calcio imperfetto da aver trasformato gli errori di chi aziona il Var in un crimine fino a prova contraria. Le frodi eventuali di Rocchi andranno dimostrate. Quelle del Var sono ormai da tempo sotto i nostri occhi. Meno perfezione, più spettacolo: il calcio del futuro forse passa anche da qui.