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Guardiola sta trovando una dimensione al talento sfacciato di Rayan Cherki
Il Manchester City è tornata in cima alla Premier League grazie anche al contributo del francese che l'Italia ha pensato di naturalizzare grazie a una bisnonna barese
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23 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:25 PM

Manchester City's Rayan Cherki celebrates after scoring his side's first goal during the English Premier League soccer match between Manchester City and and Arsenal, in Manchester, England, Sunday, April 19, 2026. (AP Photo/Dave Thompson) asoociated Press / LaPresseOnly italy and spain
Conduzione con l'esterno e l'interno sinistro evitando due avversari, un tiro di piatto destro sul secondo palo per segnare il vantaggio. Sulla pagina Transfermarkt di Rayan Cherki alla voce “piede” è scritto “entrambi”. Chi lo affronta non ha nemmeno la possibilità di indirizzarlo sul piede debole: il trequartista francese del Manchester City non ne ha.
Lo hanno testato i difensori dell'Arsenal nel big match di domenica scorsa che ha riaperto definitivamente la Premier League. Un gol di questa importanza era quello che serviva al 22enne per entrare a pieno titolo nel dibattito sui migliori giocatori al mondo. Certo, per non accorgersi finora del suo talento e della sua capacità di incidere bisognava essere davvero distratti. Prima dei Gunners, il City aveva battuto 3-0 il Chelsea. Partita bloccata fino al 51', quando un cross del numero 10 ha trovato libero il terzino O'Reilly in area. Al 57' un altro difensore, Guehi, è stato smarcato davanti alla porta da un'azione visionaria di Cherki: ricevuto il pallone al limite dell'area, si è mosso in orizzontale saltando due avversari col solo uso del piede destro, per poi servire il compagno con un'imbucata di esterno sinistro.
È come se il suo talento evidente e sfacciato portasse con sé un pregiudizio, l'inconsistenza. Una delle sue clip più virali risale alla finale di Carabao Cup di un mese fa, vinta sempre contro l'Arsenal. Servito da solo sulla fascia sinistra, si è messo a palleggiare come se fosse il riscaldamento prima di scaricare il pallone ed essere colpito da Ben White. Nel montaggio del video si vede Guardiola scuotere la testa, quasi a sottolineare la sua contrarietà a una giocata così esibizionista.
Eppure il primo anno di Cherki al City sta dimostrando lo sgretolamento dello stereotipo “genio e sregolatezza”. In Premier ha giocato il 52 per cento dei minuti a disposizione, percentuale scesa al 44 per cento in Champions, dove è stato tenuto in panchina per 70 minuti nella sconfitta contro il Real Madrid all'andata del playoff. L'allenatore spagnolo, orfano di De Bruyne, non lo ha reso subito centrale nella sua idea di squadra, ma l'integrazione sta procedendo rapidamente e in 5 delle ultime 6 partite, quelle che hanno concretizzato la rimonta sull'Arsenal, Cherki è stato titolare con una media di 75 minuti giocati.
In estate è costato 36,5 milioni. Contando le ultime tre sessioni di mercato del City è stato solo l'ottavo giocatore più pagato, meno dell'ex milanista Reijnders, dell'attaccante Marmoush, del mediano Nico e del terzino Aït-Nouri. Nessuno gioca e incide come lui. Una cifra normale in un contesto di spese pazze è forse un segnale della diffidenza generale verso un giocatore così raffinato in un calcio di atleti scolpiti nel titanio? Nel 2024 circolò la notizia che l'Italia volesse naturalizzarlo grazie a una bisnonna barese. La Francia ne ha talmente tanti, si sarà pensato, che potrebbe non accorgersi di perderlo per strada. Niente da fare. Deschamps ha iniziato a convocarlo da giugno: esordio dalla panchina al 64' nella semifinale di Nations League contro la Spagna, con la Francia sotto 4-1. Con un gol, un assist e un passaggio chiave sfiorò la rimonta (5-4). Anche con Mbappé, Dembélé, Olise, Thuram e Doué, non si può fare a meno di Rayan Cherki.