Freccia Vallone 2026, gli occhi pieni di sogni di Paul Seixas

Paul Seixas ha vinto la Freccia Vallone 2026 davanti a Mauro Schmid, Ben Tulett e Benoît Cosnefroy. A diciannove anni, sei mesi e ventotto giorni è il più giovane corridore ad aver vinto la classica delle Ardenne

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22 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:04 PM
Immagine di Freccia Vallone 2026, gli occhi pieni di sogni di Paul Seixas

Paul Seixas in cima al Muro di Huy ha vinto la Freccia Vallone 2026 (foto Geert Vanden Wijngaert per AP Photo via LaPresse)

Il ragazzo che sperava un giorno di far vedere quanto era bravo a muovere i pedali si è accorto che la distanza tra il futuro e il presente è assai meno grande di quello che aveva ipotizzato. Perché il futuro è diventato passato e il presente ora è un nome e un cognome in un albo d'oro lungo novant'anni. Paul Seixas di questi novant'anni ne ha vissuti diciannove, ma già ha il suo nome in quel lungo elenco di una corsa dal nome aitante, dal passato glorioso e dal presente dormiente, succube della cattiveria del Muro di Huy.
La Freccia Vallone è ormai quasi soltanto l'ultima ascesa verso la cima del Muro di Huy, una lunga attesa, un finale scontato. Si accelera ai seicento metri dall'arrivo, si dà un'altra accelerata ai meno trecento. Va così ormai da tempo immemore. Ovviamente serve avere le gambe: Paul Seixas le aveva. Le aveva più brillanti ed efficienti di tutti gli altri.
Paul Seixas aveva studiato bene il piano. Aveva visto le scorse edizioni della corsa, aveva fatto qualche ricognizione per vedere l'effetto che fa pedalare sul Muro di Huy. Il ragazzo che sperava un giorno di far vedere quanto era bravo a muovere i pedali è uno scrupoloso, sa che il talento è necessario, non sufficiente. Lo ha capito vedendo correre Tadej Pogačar, lo ha capito soprattutto vedendo non vincere Tadej Pogačar: è capitato poche volte, pochissime, ma è accaduto.
Ha fatto tutto quello che doveva fare, Paul Seixas. E in cima al Muro di Huy è arrivato prima degli altri, con quei metri sufficienti ad alzare le mani dal manubrio e permettere di ai fotografi di mettere a fuoco lui e sfocare leggermente gli avversari sullo sfondo: ossia Mauro Schmid, Ben Tulett e Benoît Cosnefroy, i più vicini, quelli che, forse, lo hanno impensierito. Certo non è stato il vuoto assoluto che si è concesso Tadej Pogačar un anno fa, ma era pur sempre la sua prima Freccia e lui ha diciannove anni, sei mesi e ventotto giorni. Da ora in poi l'età del più giovane vincitore della Freccia Vallone.
Paul Seixas festeggia la vittoria alla Freccia Vallone 2026 (Foto di Geert Vanden Wijngaert per AP Photo via LaPresse)
Paul Seixas festeggia la vittoria alla Freccia Vallone 2026 (Foto di Geert Vanden Wijngaert per AP Photo via LaPresse)
Ciò che stupisce di Paul Seixas è che non corre come un diciannovenne, corre come uno che ha imparato già a conoscere a perfezione il suo corpo, le sue gambe, i suoi limiti. Ce li ha, ma sono molto ma molto più alti rispetto ai suoi colleghi.
Paul Seixas ora pensa alla Liegi-Bastogne-Liegi. Dice che ci va per fare del suo meglio, ma che il suo meglio non è quello degli altri. Dice che è una corsa alla quale sarà un privilegio participare e arrivare all'arrivo. Non bisogna credere a tutto quello che dice. Perché non dice tutto quello a cui pensa. I sogni è meglio non raccontarli. E gli occhi di Paul Seixas sono ancora pieni di sogni.