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Stefano Turati e l'importanza di rimediare agli errori
La rincorsa e il balzo del fu portiere titolare del Sassuolo che ha cancellato il secondo errore contro il Como. E che forse cambierà il suo futuro in Emilia
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21 APR 26
Ultimo aggiornamento: 10:38 AM
La parata di Stefano Turati (foto Massimo Paolone per LaPresse)
"A stare in porta prima o poi si sbaglia. Anzi, si sbaglia spesso e nessuno te lo perdonerà mai. Perché a un portiere i tifosi chiedono solo la perfezione. L'unica possibilità che abbiamo noi portieri per avere una vita tranquilla è quella di rimediare subito agli errori perché la perfezione non è cosa di questa terra". Giuliano Sarti parlava con cognizione di causa nel 1967 al Giorno. Parlava perché tutto ciò lo aveva vissuto in prima persona nelle sue tredici stagioni da portiere titolare in Serie A con le maglie di Fiorentina e Inter.
Se non era perfetto uno come Giuliano Sarti, che a volte vicino alla perfezione ci si avvicinava, non lo è, e non lo è mai stato, Stefano Turati. Venerdì 17 aprile era tornato in campo dopo otto mesi passati tra panchina e infermeria. L'allenatore del Sassuolo, Fabio Grosso, gli aveva preferito Arijanet Murić e lui si era ritrovato dopo due anni di titolarità in Serie A (tra Frosinone e Monza) a fare il panchinaro. La partita contro il Como era la sua occasione. Un'occasione che sembrava aver sprecato nei minuti di recupero del primo tempo pasticciando sul colpo di testa a palombella di Nico Paz. Un'occasione che stava definitivamente gettando al vento al 67esimo con una uscita a metà sempre su Nico Paz. All'argentino stava riuscendo il secondo pallonetto al portiere del Sassuolo. Il Como stava per pareggiare. In quel momento però Stefano Turati ha avuto la capacità di rimanere concentrato, la bravura di tornare sui suoi passi e rimediare all'errore. Con una rincorsa disperata e un balzo altrettanto disperato si è allungato ben oltre le possibilità che i suoi 188 centimetri gli concedevano. Ha allungato le braccia, la mano destra e tutte le dita ed è riuscito sulla linea di porta a intercettare quel pallone che lo avrebbe rimandato senza speranza in panchina.
Le tre migliori parate della 33esima giornata di Serie A
1. Stefano Turati al 67esimo minuto di Sassuolo-Como 2-1 – 5 punti
2. Marco Carnesecchi al 17esimo minuto di Roma-Atalante 1-1 – 3 punti
3. ex aequo Alberto Paleari al 57esimo minuto di Torino-Cremonese 0-0 – 1 punti
3. ex aequo David De Gea al 69esimo minuto di Lecce-Fiorentina 1-1 – 1 punto
La classifica dopo 33 giornate
1. Mike Maignan (Milan), 31 punti;
2. Mile Svilar (Roma), 29 punti;
3. David De Gea (Fiorentina), 28 punti;
4. Marco Carnesecchi (Atalanta), 26 punti;
5. Elia Caprile (Cagliari), Wladimiro Falcone (Lecce) e Arijanet Murić (Sassuolo), 23 punti;
8. Michele Di Gregorio (Juventus), 21 punti;
9. Ivan Provedel (Lazio), 19 punti;
10. Edoardo Corvi (Parma), 18 punti;
11. Emil Audero (Cremonese), 17 punti;
12. Yann Sommer (Inter), 13 punti;
13. Alberto Paleari (Torino), 11 punti;
14. Maduka Okoye (Udinese), 10 punti;
15. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;
16. Federico Ravaglia (Bologna), 8 punti;
17. Jean Butez (Como), 6 punti;
18. Nicolas (Pisa), Łukasz Skorupski (Bologna) e Stefano Turati (Sassuolo), 5 punti;
21. Vanja Milinković-Savić (Napoli) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;
23. Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
24. Edoardo Motta (Lazio), 2 punti;
25. Justin Bijlow (Genoa), Franco Israel (Torino), Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.
2. Mile Svilar (Roma), 29 punti;
3. David De Gea (Fiorentina), 28 punti;
4. Marco Carnesecchi (Atalanta), 26 punti;
5. Elia Caprile (Cagliari), Wladimiro Falcone (Lecce) e Arijanet Murić (Sassuolo), 23 punti;
8. Michele Di Gregorio (Juventus), 21 punti;
9. Ivan Provedel (Lazio), 19 punti;
10. Edoardo Corvi (Parma), 18 punti;
11. Emil Audero (Cremonese), 17 punti;
12. Yann Sommer (Inter), 13 punti;
13. Alberto Paleari (Torino), 11 punti;
14. Maduka Okoye (Udinese), 10 punti;
15. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;
16. Federico Ravaglia (Bologna), 8 punti;
17. Jean Butez (Como), 6 punti;
18. Nicolas (Pisa), Łukasz Skorupski (Bologna) e Stefano Turati (Sassuolo), 5 punti;
21. Vanja Milinković-Savić (Napoli) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;
23. Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
24. Edoardo Motta (Lazio), 2 punti;
25. Justin Bijlow (Genoa), Franco Israel (Torino), Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.
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Al Foglio dal 2014. Nato nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Insegue. In libreria trovate Girodiruota e Alfabeto Fausto Coppi. E dal maggio 2023 Lance deve morire, il suo primo romanzo.
Su Twitter: @giostuzzi
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