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Petrucci: “Calcio e basket hanno gli stessi problemi, il governo li affronti insieme”
“Oggi c’è un’autonomia affievolita nello sport: se non si va d’accordo col governo non si va da nessuna parte”, ha detto il presidente della Federbasket all’evento del Foglio a San Siro
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16 APR 26
Ultimo aggiornamento: 01:24 PM

Foto Fabio Bozzani
Ripartire nel segno del realismo. “Oggi c’è un’autonomia affievolita nello sport: se non si va d’accordo col governo non si va da nessuna parte”, dichiara Gianni Petrucci all’evento del Foglio a San Siro. “Buonfiglio al Coni mi ha convinto per il suo sano buonsenso: non si possono inventare progetti irrealizzabili. Ora parliamo di calcio, perché tanto questo è il tema – e tutto ciò che va al calcio va anche al basket: siamo gli unici sport professionistici. Oggi le componenti esistono, che difficoltà ci sono per andare dal ministro Abodi allo Sport e da Giorgetti alla cassa e dire: noi abbiamo questa intenzione, il governo ci supporta? Perché il decreto crescita ad altri settori è stato concesso? Le incentivazioni per i giovani, il tax credit: perché il cinema ha ricevuto agevolazioni e noi no? Il cinema è spettacolo, ma il calcio e il basket pure lo sono. Quando Petrucci era il presidente del Coni, noi devolvevamo al sistema i soldi provenienti dalle scommesse sportive – calcio, tennis, basket –, ora cosa sia cambiato non si sa. Perché in Italia non è concesso fare pubblicità alle società di betting? Motivi religiosi? Ma in Francia e in Germania sono forse acattolici? Ecco, questi sono i temi. E mi offendono quando non citano il basket all’interno di questi provvedimenti”.
Una filippica a trecentosessanta gradi, che il presidente della Federazione italiana pallacanestro – e già numero uno del Coni – rivolge alla storia recente più che agli episodi. “Avessimo vinto ai rigori, Gravina sarebbe stato un genio: mica li calcia lui”, punge Petrucci. “La regola non scritta delle dimissioni è assurda: parliamo di un dirigente rieletto con il 98 per cento dei voti, apprezzato dal mondo delle istituzioni. Adesso diventa prioritario trovare una maggioranza per un nuovo presidente in Figc, altrimenti si ricorrerà a un commissario. Il Coni resta l’autorità vigilante, ma il calcio è lo sport del paese. Questa è la realtà”, numero di appassionati alla mano. “È chiaro che poi i presidenti dei club hanno dei problemi quando i giocatori vengono convocati in Nazionale: vale anche per gli stranieri, vale anche per il basket”.
Che momento è per la pallacanestro italiana? “Mi auguro che prosegua l’avvicinamento al progetto Nba, questo per noi è un grosso risultato perché tra Milano e Roma sorgeranno grandi realtà anche in termini di infrastrutture. Spero che arrivi presto l’accordo con l’Eurolega: il progetto Nba è troppo importante su scala continentale, abbiamo alle spalle dei colossi senza paragoni”. Anche a questo proposito, cosa si chiede al governo? “Le stesse cose che chiede il calcio. Strutturalmente non siamo inferiori, abbiamo gli stessi problemi e lo stesso status. Tra l’altro con imprenditori italiani a dirigere i club che il calcio non ha”.