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Ma è vietato parlare male delle Olimpiadi di Macron?
Gli strani Giochi olimpici degli opinionisti progressisti in pieno delirio complottista per colpa del sesso
di
3 AUG 24
Ultimo aggiornamento: 08:06 AM

Foto Ap, via LaPresse
Fatemi alzare boccali pieni di birra in onore di Sir Andy Murray, che ha lasciato il tennis senza che il tennis avesse ancora lasciato lui, e lo ha fatto con ironia twittando quello che pensano quasi tutti quegli psicopatici che si danno allo sport con rete e racchetta che abbiamo inventato noi: “Comunque il tennis non mi è mai piaciuto”. Era ora, negli ultimi tempi Murray tirava avanti solo con la forza della sua storia, un’anca finta e troppe sconfitte. Non posso dire il “ci mancherà” di rito perché in fondo non è vero, ed è il bello dello sport – ci manca l’idea del campione, non la sua versione che si trascina sui campi come un barbone in stazione: che strazio era Roger Federer nelle sue ultime uscite, e che strazio è Rafael Nadal oggi?
Murray lascia dopo l’eliminazione alle Olimpiadi di cui nessuno può parlare male, se no arriva l’internazionale macroniana a spaccarti le palle e darti del putiniano.
Murray lascia dopo l’eliminazione alle Olimpiadi di cui nessuno può parlare male, se no arriva l’internazionale macroniana a spaccarti le palle e darti del putiniano.
È agosto, fa caldo, le redazioni sono piene di stagisti che fanno confusione sul sesso e gli opinionisti progressisti scrivono i loro articoli con le palle in acqua e un cocktail in mano. Solo così si spiega il delirio complottista di Repubblica & Co. di ieri, a cui degli sport olimpici frega tanto quanto a me frega del calcio femminile: la prima pagina di ieri era un’orgia di cazzate buone per una festa dell’Unità, anzi dell’Unit*: “il ko dei diritti” perché un’italiana abbandona un incontro contro un’intersex, i baci della judoka alla fidanza “davanti alla premier” come se fossero la risposta alle polemiche sulla pugile algerina, lo stop alla cannabis light. Ma il capolavoro è dentro, roba da far impallidire terrapiattisti e seguaci di Qanon: “Dai russi a Elon Musk, la campagna organizzata dall’internazionale di destra per screditare i Giochi”. Ginori e Foschini parlano di “fasciosfera” e non gli scappa neppure da ridere. Il succo è che è vietato criticare le Olimpiadi organizzate dall’antifascista in chief Emmanuel Macron, che fa tutto benissimo, cambia il sesso degli atleti con la sola imposizione delle mani e ha ripulito la Senna pisciandoci dentro. E se qualcuno critica è perché glielo hanno detto Putin, Musk e la Rowling (fossi in Aldo Cazzullo mi farei qualche domanda, a questo punto).
Io me ne sbatto allegramente i coglioni, penso a tenere in fresco la bionda e faccio il conto alla rovescia per l’inizio della Premier League: sabato prossimo c’è il Community Shield, e quello dopo comincia il campionato più bello del mondo. Anche se comunque il calcio non mi è mai piaciuto.