L’anticaglia delle nazioni affratellate nel calcio non ha più senso. Il fussball dev’essere show

Foto Ap, via LaPresse
Grazia al cielo Paolo Condò spiega le cose importanti, e cioè che l’essenza del calcio è “che gli euro li produce”: 2,4 miliardi di ricavi totali, di cui 1,4 dai diritti tv e 331 milioni di premi alle squadre. E soprattutto che “le grandi vittorie valgono in genere più di un punto di Pil”. Spiega pure le due-tre cose di storia che valga sapere, Condò: e cioè che la prima edizione 1960 fu vinta “da paesi che non esistono più: Urss, Jugoslavia, Cecoslovacchia”.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
