A Spa la commedia della Formula 1 è diventata farsa

Fabio Tavelli

In Belgio piove, l'avvio della gara viene rimandato per ore. Poi nove giroli dietro Safety car giusto per assegnare i punti

A Spa va in scena una commedia che a un certo punto ha decisamente virato verso la farsa. Un’attesa infinita, iniziata alle 15 quando era chiaro che le condizioni per una partenza regolare non c’erano. Più che la nuvoletta che pervicacemente seguiva il ragionier Fantozzi su Spa e le sue Ardenne si è piazzato un corpo nuvoloso che non ha voluto saperne di andarsene via. Ah, che nostalgia per i bollori ungheresi o per il vento che spazza Silverstone e se piove poi arriva il sole. Poi magari ripiove ma nelle foreste belghe le nuvole sono rimaste basse sia nel sabato della qualifica che nella domenica della gara. Un comunicato dopo l’altro per dire quando sarebbe arrivato il prossimo. Che inevitabilmente continuavano a spostare la riga qualche metro avanti. La gente sulle collinette per un pò si divertiva a ballare sotto la pioggia aiutandosi con lattine di birra per contrastare la noia. Poi le lattine sono terminate, non la pioggia. Ma lo spettacolo deve andare avanti per Liberty Media ed allora tutti in macchina alle 18.17, 3 ore e 17 minuti dopo il primo semaforo. Con un’ora di tempo per chiudere la gara e la safety car a tirare il gruppo. Con opposte idee tra i piloti. 
Hamilton che strepita perché sostiene, con ragione, che le condizioni erano le stesse di tre ore prima. Vertappen che invece, con audacia ma anche con un po' di conflitto di interesse, sostiene invece che tutto sommato si può correre. 
Nove inutili minuti dietro la safety car e poi di nuovo la bandiera rossa ordinata dalla direzione corsa. Tutti di nuovo nella pit lane a consultare un regolamento che mai come in questa occasione si presta a essere strattonato per interessi di parte. Piloti fuori degli abitacoli come a far capire che la buffonata era stata sufficiente. 
Quei pochi giri dietro la safety diventano sufficienti per assegnare dei punti. Non il punteggio pieno, sarebbe troppo, ma il 50 per cento. E quindi 12 punti e mezzo per Max Verstappen e primo podio in carriera per George Russell. In buona sostanza è diventato un premio per le qualifiche, la pole position più preziosa di sempre. Scopriremo tra qualche mese se questi 5 punti recuperati da Verstappen a Hamilton saranno decisivi o meno. Con assegnazione regolare il vincitore prende 25 e il terzo 15. Quindi con medesimo ordine di arrivo l’olandese ne avrebbe recuperati 10, ovvero il doppio. Non esiste controprova e forse anche questo è il bello di una discussione che non può aver fine e soprattutto di una ragione non può stare tutta da una parte. Il direttore di corsa, Michael Masi, verrà fatto oggetto di critiche da ogni parte. Ha dato la sensazione di non voler rischiare. Se ha deciso per questo, ha fatto bene. Quel che probabilmente gli va contestato è aver allungato il film oltre le tre ore ed aver orchestrato la messa in scena per assegnare comunque dei punti. Non dimentichiamo che durante le qualifiche di sabato l’incidente di Lando Norris dopo che alcuni piloti gli avevano chiesto di interrompere per motivi di sicurezza aveva creato un precedente che non può aver pesato nella testa della direzione di corsa. Finisce una domenica lunghissima, senza gara e con la metà dei punti. Se ne riparla domenica prossima non troppo lontano da Spa, in Olanda. Casa Verstappen.

 

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