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Il Foglio sportivo - Calcio e finanza

Con il Covid nel calcio torna la voglia di Superlega

Matteo Spaziante

Liverpool e Manchester United sono tra i principali promotori insieme alla Fifa di un "nuovo" progetto: 18 squadre di cui una dozzina da Spagna, Italia, Germania, Francia e Inghilterra, finanziamento da 5 miliardi di euro (JP Morgan pronto a investire). L'obiettivo è sfilarsi dalle competizioni Uefa e, in un secondo tempo, anche dalle leghe nazionali

La Superlega torna a far parlare di sé, anche se è ancora molto lontana dall’essere realtà. Il grande spettro che aleggia sul calcio europeo del domani torna a intravedersi, spinto stavolta più dalle big inglesi, con un piano per cercare di evadere dalle gabbie dei campionati e della Champions League. Dall’Inghilterra infatti rimbalza la voce dell’ennesimo nuovo progetto, con Liverpool e Manchester United tra i principali promotori insieme alla Fifa: 18 squadre di cui una dozzina da Spagna, Italia, Germania, Francia e ovviamente la stessa Inghilterra, finanziamento da 5 miliardi di euro (con il colosso JP Morgan pronto a investire) con l’obiettivo di sfilarsi dalle competizioni Uefa e in un secondo tempo magari anche dalle leghe nazionali. Una duplice minaccia, quindi, per la Champions League e i campionati, soprattutto sul medio-lungo termine per questi ultimi. E forse non è un caso se se ne torna a parlare ora con spinta delle big inglesi, dopo che la Premier ha bocciato il piano proprio di Liverpool e United. Mentre la Fifa punterebbe a prendere in mano l’egemonia sul calcio europeo, quello nettamente più ricco al mondo.

 

Il tema Superlega resta comunque tabù per il calcio, considerando anche la velocità con cui arrivano le smentite. “Siamo fortemente contrari, principi come promozioni e retrocessioni e campionati aperti non sono negoziabili. La Superlega diventerebbe anche noiosa”, la posizione dell’Uefa. “Non sono interessato alla Superlega europea”, le parole di Infantino. “Superlega? Ipotizzarla in questo momento francamente è estremamente difficile dal mio punto di vista”, aveva detto il presidente della Juventus e dell’Eca Andrea Agnelli nei giorni scorsi. Un tabù che tuttavia continua ad aleggiare sul futuro del pallone in Europa: d’altronde, la polarizzazione del calcio verso le big è già evidente sia a livello economico sia a livello sportivo, mentre l’interesse per i campionati nazionali continua a scendere in tutta Europa, quantomeno a livello televisivo. Che poi, in fondo, è quello che conta davvero. 

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