Lasciate in pace Roberto Mancini

E date qualcosa da fare agli sportivi, così la smetteranno di darci le loro opinioni social sul Covid-19
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24 OCT 20
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Togliete agli sportivi i social network, o almeno dite loro di smetterla di postare aggiornamenti, opinioni e commenti sulla pandemia. Tanto, comunque facciano, sbagliano. Poiché qualcuno ha deciso che chi fa sport a livello professionistico deve anche dare il buon esempio, lanciare messaggi positivi, influenzare le persone a pensarla giusta, basta che a qualcuno scappi un po’ la mano ed ecco che il grande tribunale di media e social network è pronto a puntare il dito. Questo succede quasi su tutto, ma è sul Covid che il moralismo di follower e osservatori trova il cortocircuito perfetto con i messaggi lanciati da campioni che, avendo molto più tempo libero, sanno che il mondo non aspetta altro che la loro opinione o di sapere che cosa stanno facendo.
Dicevo del Covid perché i Pavlov della rete sono riusciti (timidamente, è vero) a prendersela persino con Ibrahimovic, colpevole di avere fatto ironia sul virus che aveva avuto la bad idea di prendersela con lui. “Irrispettoso verso i morti!”, “Basta con la retorica della lotta contro la malattia”, e cose così. E dato che su Twitter e Instagram siamo tutti virologi, gli aggiornamenti quotidiani di Federica Pellegrini alle prese con il Covid sono stati massacrati da una parte e dall’altra. Prima le si faceva notare che fare la moribonda con 36.5 di febbre e qualche brivido era irrispettoso verso gli intubati e i morti (e figuriamoci), poi perché ha detto di avere accompagnato la madre a fare il tampone. Lei ha fatto la Pollyanna dicendosi sorpresa per tutta questa acrimonia nei suoi confronti, come se scoprisse oggi che sui social ci sono più attaccabrighe che al mio pub dopo le sconfitte dello Sheffield United (ai bei tempi in cui al pub si poteva litigare, of course).
Ma se Pellegrini metteva in mostra tutti i sintomi della sua malattia, c’è chi ci tiene a fare sapere ai propri tifosi di essere asintomatico. Cristiano Ronaldo posta una foto di lui sorridente a bordo piscina due giorni dopo l’annuncio della sua positività? Ecco subito frotte di stronzi (chiaramente invidiosi della piscina) prendersela con chi gli ha dato il permesso di rientrare in Italia dal Portogallo, e naturalmente sottolineare che una foto così è irrispettosa dei morti e dei malati gravi.
Il capolavoro però lo ha fatto Roberto Mancini, probabilmente il più annoiato di tutti. Il ct della Nazionale ha postato in una story su Instagram una vignetta in cui un’infermiera chiede a un paziente come si sia infettato, e lui risponde “guardando i tg”. Non lo avesse mai fatto: al grido di “negazionista!” sono arrivate subito richieste di dimissioni, appelli alla Figc perché lo multasse, richieste di scuse (e dopo che Mancini ha detto che voleva sdrammatizzare, non aveva intenzione di mancare di rispetto ai malati e alle vittime e ha chiesto scusa, naturalmente la risposta è stata che le scuse non bastano). Poiché in Italia oltre che virologi siete tutti anche commissari tecnici, il post del commissario tecnico sul virus ha fatto scoppiare una bomba mediatica. Qualcuno è andato a spulciare in qualche suo vecchio post, e ha trovato una citazione di Göring che al processo di Norimberga diceva che per rendere schiavo un popolo basta tenerlo nella paura. Pure nazista, oltre che negazionista, insomma (ma aspettate che si accorgano che nella vignetta l’infermiera è di colore, mentre il negazionista è un bianco caucasico chiaramente eterosessuale, e vedrete che un po’ verrà rivalutato). Togliete i social agli sportivi, date loro qualcosa da fare, e soprattutto smettetela di giudicare il loro lavoro in base a quello che pensano. Se nemmeno gli esperti di virus sanno da che parte girarsi, perché dovremmo pretendere da chi nuota o gioca a calcio serietà e coerenza sulla pandemia? Non sono mica tutti fighetti politicamente corretti come Claudio Marchisio, per fortuna.