Il problema delle neopromosse e i crucci del Milan. La domenica nel pallone

CHIEVO-ROMA
(ore 12.30, arbitro Maresca di Napoli)
Alla Roma l’hanno messa sul ridere, prendendo ora per i fondelli quanti la ritenevano poco più di uno sparring-partner in Champions League. I giallorossi hanno chiuso con un inaspettato, quanto meritato, primo posto, con tanti saluti all’Atletico Madrid. Una macchina che gira a pieni giri anche in campionato, in attesa che ci si decida a farlo pure sul fronte nuovo stadio, materia resa ancor più sensibile dalle scelte dell’amministrazione pentastellata.
NAPOLI-FIORENTINA
(ore 15, arbitro Fabbri di Ravenna)
Due sconfitte che hanno frenato il passo: il Napoli, per mano della Juventus, ha conosciuto il primo stop in campionato, mentre in Champions ha chiuso male in casa del Feyenoord. Si esce da un torneo compromesso dal passo falso al debutto contro lo Shakhtar per entrare in un’Europa League che, immaginiamo, verrà subito snobbata per favorire la corsa scudetto. Una corsa che rischia di esser frenata dai limiti del gioco di Sarri, che punta su un gruppo ristretto: perfetto se tutti viaggiano allo stesso livello, fallibile se manca qualcuno degli interpreti (Insigne dopo Ghoulam). Occhio alla Fiorentina, non ha preoccupazioni e si diverte con la coppia Chiesa-Simeone.
SPAL-VERONA
(ore 15, arbitro Rocchi di Firenze)
Spal terzultima e Verona penultimo, per tacer del Benevento. Da prime tre della serie B a ultime tre della serie A. In questo c’è uno dei (tanti) mali del calcio italiano, da troppi anni le neopromosse fanno una fatica tremenda, tra pressappochismo e scelte sbagliate di mercato
UDINESE-BENEVENTO
(ore 15, arbitro Aureliano di Bologna)
L’ultimo turno è stato quelle delle prime volte in serie A: la prima vittoria di Oddo, il primo punto del Benevento. In attesa che si sveglino gli attaccanti, ci ha pensato Brignoli (il portiere) a segnare per i campani. Va bene per una domenica, ma la salvezza passa per altre vie.
MILAN-BOLOGNA
(ore 20.45, arbitro Guida di Torre Annunziata)
Voluntary agreement, settlement agreement, business plan, fair play: in questi giorni i poveri tifosi del Milan sono stati travolti da parole che si adattano più alle pagine dell’economia che a quelle dello sport. Colpa dei piani finanziari presentati all’Uefa e che non hanno convinto. Un’evoluzione del calcio che disorienta i nostalgici del calcio e dei club proprietà di famiglia. Nostalgici che saranno molti a San Siro, dove debutta Gattuso, gloria dell’ultimo ciclo vincente. Dall’altra parte Donadoni, che quel ciclo lo aprì con Sacchi in panchina. Un posto dove molti avrebbero voluto vederlo, ancor più oggi con un Milan che si fa raggiungere a Benevento dal gol di un portiere e che incassa in Europa una sconfitta dal Rijeka.