Il Festival primarie come Sanremo. De Martino tratta con il campo largo: niente gazebo e ascolti alle stelle

L’idea del centrosinistra è di fare le primarie come Sanremo Giovani: chi vince va poi in gara al Festival contro i “Big” in qualità di “Nuova Proposta”
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Foto ANSA

E’ allarme per le primarie del campo largo. La scorsa settimana infatti è stato annunciato che si terranno a febbraio; ma a febbraio c’è già il Festival di Sanremo, e si rischia di fare confusione fra le due elezioni o peggio, un conflitto di attribuzione. Già le due manifestazioni si assomigliano sin troppo, entrambe attesissime ed entrambe fumosissime: come al campo largo manca il programma, così anche al Festival di Sanremo mancano ancora cantanti e ospiti – ma potete giurarci che arriverà prima il cast di Sanremo che il programma elettorale del centrosinistra. Per incentivare la partecipazione al voto ed evitare sprechi economici e dispersione dell’elettorato, Elly Schlein sarebbe favorevole all’Election Day: primarie e Festival della Canzone Italiana la stessa settimana, negli stessi giorni. Che però è proprio lo scenario che sia il Quirinale sia l’Ariston vorrebbero evitare, e non solo per protocollo istituzionale. Avere i gazebo contemporaneamente al televoto da casa rischia di confondere l’elettorato, ma soprattutto di mobilitare in quei giorni solo una parte degli italiani; con il risultato che il vincitore del Festival risulterebbe avere un chiaro mandato a sinistra, eventualità invisa non solo al governo Meloni ma anche a Mattarella e De Martino, che puntano invece a un’edizione di Sanremo super partes, con un vincitore che possa cantare per tutti gli italiani e le italiane. Il M5s preferirebbe votare a inizio febbraio; così il vincitore delle primarie, a quel punto leader del campo largo, potrebbe poi legittimarsi definitivamente andando a sedersi in prima fila all’Ariston accanto ad Alba Parietti durante la serata finale del Festival, quella di massimo ascolto; ma è proprio ciò che Meloni vorrebbe evitare.
La possibilità che le primarie si tengano prima di Sanremo spaventa anche i mercati, per la precisione quelli discografici: dal dibattito interno al centrosinistra la gente potrebbe uscirne logorata, e non avere più voglia di sentire niente, solo il silenzio. Ma Conte insiste: primarie come Sanremo. Da qui l’idea del doppio turno: al primo vota solo sala stampa e giuria demoscopica, al secondo ci si apre al voto da casa. Chi vince le primarie sfiderà Meloni alle elezioni politiche, mentre chi arriva secondo rappresenterà il campo largo all’Eurovision. L’idea del centrosinistra è di fare le primarie come Sanremo Giovani: chi vince va poi in gara al Festival contro i “Big” in qualità di “Nuova Proposta”. Il ragionamento di Goffredo Bettini è: le primarie ti legittimano presso il tuo elettorato; ma una vittoria a Sanremo porterebbe il candidato del campo largo a essere riconosciuto da tutto il paese. La Rai però è contraria. De Martino sta trattando personalmente con i leader del campo largo (in mancanza di uno vero) per cercare una soluzione. Per il conduttore del Festival, l’ideale sarebbe anticipare le primarie a gennaio; ma se non fosse possibile, almeno posticiparle alla settimana dopo Sanremo. Per convincere il centrosinistra, De Martino si sarebbe offerto di presentare lui le primarie, garantendo così al campo largo il massimo ascolto; inoltre, come già fatto con il regolamento di Sanremo, De Martino vuole cambiare anche le primarie: no gazebo, bensì tutti i candidati nella stanza inclinata. Chi non rotola giù vince la leadership e sfida Meloni alle politiche.