Basta con gli appelli, i ragazzi si annoiano troppo! Piuttosto vadano a sbronzarsi

La noia che un tempo trovavi solo in provincia ora dilaga anche nelle grandi città: posti che chiudono o dove non succede mai niente, socialità pigra se non azzerata. Ci si impegni per il divertimento
21 OTT 26
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Foto di Josh Olalde su Unsplash

Fra i trend dell’ultima estate (oltre al caldo, gli alberi in città etc.) c’è stato il tema della noia. Sui giornali cartacei e digitali, nei reel sui social come negli incontri pubblici, pedagoghi, psicologi ed esperti vari ci hanno annoiato sull’importanza della noia, specie da e per i giovani. Il sunto era: vi ricordate quanto ci si annoiava prima, senza smartphone, senza chat, senza click? Oggi i giovani non sanno più cosa sia la noia, dovrebbero annoiarsi di più, annoiarsi fa bene, annoiarsi è formativo e bla bla bla. Mesi di nostalgia per la noia, mesi di retorica sulla noia, per poi scoprire, all’inizio dell’autunno, che i ragazzi sulle mini-car a Roma che aggredivano i passanti in monopattino, così come i maranza che devastano le città approfittandosene di una manifestazione di cui ignorano forme e contenuti, hanno fatto quello che hanno fatto per noia. Si, proprio lei: la cara vecchia noia.
Ma allora ci si annoia ancora, eccome! Ma come, non dovevano annoiarsi di più, i nostri ragazzi? Semmai meno, visti i risultati! Mi si dirà che sono un cretino (e su questo concordo), che il discorso sulla noia voleva dire proprio questo, che le nuove generazioni non sanno più gestire la noia e bla bla bla anche qui. Bah, sarà; ma io ricordo che quando ero bambino, in anni ancora analogici, c’erano giovani in età che oggi sarebbe da mini-car che gettavano sassi dai cavalcavia per la stessa identica noia per la quale oggi si distrugge e saccheggia una vetrina in centro; e chissà quante altre sciocche barbarie sono state fatte da adolescenti annoiati nel corso di tutto il Novecento, dal bere male all’eroina ad altri orrori tipici del branco.
Non erano forse annoiati anche i drughi, i giovani protagonisti di “Arancia Meccanica”, dediti all’ultra-violenza per riempire le loro giornate? E forse – passatemi l’essere indulgente, per una volta – si annoiano anche quei pedagoghi, psicologi ed esperti che ci parlano dell’importanza della noia per non soccombere alla propria. Sono un uomo adulto, vivo su questo pianeta da quarantadue anni, e non penso ci sia niente di formativo nella noia, semmai nell’educare a come non annoiarsi. La noia è inevitabile (la vita è fatta per lo più di tempi morti), ma è sano cercare di fuggirne. La vita dovrebbe essere fatta di distrazioni per non pensare alla morte – noiosissima. Il problema di questi tempi non è che non ci si annoia più, semmai l’esatto contrario: ci si annoia troppo, per non dire sempre. La noia che un tempo trovavi solo in provincia ora dilaga anche nelle grandi città: posti che chiudono o dove non succede mai niente, socialità pigra se non azzerata, e gente in giro più noiosa di uno spaventapasseri in un campo di grano. Basta con gli appelli alla noia, semmai ci si impegni per il divertimento! Si diano delle belle feste, si smetta di parlare dei propri problemi, ci si baci nei vicoli, ci si spogli in compagnia. Il mondo dell’intrattenimento si impegni nel fare film e show migliori, più sorprendenti e meno standardizzati: sono certo che se sabato pomeriggio ci fosse stata la nuova puntata di una serie davvero figa da vedere, a nessuno sarebbe venuta voglia di andare a staccare i cartelli stradali in centro a Milano – per altro non riuscirei a immaginare un’attività più noiosa di questa, forse peggio c’è solo la palestra. Per uscire da questa spirale di violenze, non c’è che una sola risposta: divertirsi!