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saverio ma giusto •
Da Crosetto a Mancini, il nostro problema è sempre la difesa: Calafiori impari a sparare
Arruoliamo Kayode e Pio Esposito! Via quegli scarpini e vadano a giocare ‘sto mondiale (nel senso di terzo conflitto). Noi restiamo qui comodi a sventolare le nostre bandiere, o la pochette bianca di Conte
30 SET 26

Riccardo Calafiori (foto ANSA)
Secondo il quotidiano El Mundo, i servizi segreti russi starebbero pianificando attacchi droni contro Italia, Francia e Spagna – purché se magna, secondo il detto. Perché proprio noi tre? Perché abbiamo elezioni a breve – come se non bastassero i candidati, a destabilizzarci. Ironia a parte, la notizia è di quelle che fanno venire i brividi: già l’Italia non ha una difesa militare aggiornata né per mare né per terra (non che in passato fosse tanto diverso: ricordiamoci sempre che l’ultima guerra mondiale l’abbiamo persa); figuriamoci se disponiamo di scudi e sistemi anti-drone. Per altro l’unico in Italia che sa usare bene il drone è Alberto Angela, con quelle magnifiche riprese dall’alto di Pompei o Versailles; ma qui non si tratta di filmare i russi mentre ci bombardano, ma di difenderci – semmai potremmo affidare ad Angela la video-sorveglianza dei nostri confini nazionali, con un lunghissimo piano sequenza su tutto il nostro spazio aereo. In Italia si dibatte di legittima difesa nel caso in cui i ladri ti entrino in casa; mentre se il tuo paese viene attaccato da un esercito invasore l’unica strategia che abbiamo è la bandiera bianca – che altro non è che la pochette di Giuseppe Conte, sventolata. In caso di attacchi russi, l’Italia è messa talmente male che dobbiamo sperare che l’Ucraina vari un pacchetto di aiuti militari al nostro paese. (Chissà se anche loro hanno però un Dzuseppe Konte che dice “no alle armi all’Italia e alla furia bellicista, gli italiani trattino con Putin e gli lascino Veneto e Lombardia. Noi siamo per la pace, nel senso che vogliamo esserci lasciati, in pace”).
Della Resistenza noi italiani abbiamo imparato solo i canti, ma bisogna essere parecchio stonati per respingere l’invasore con quelli. Il nostro è un paese notoriamente ingovernabile; che sia anche indifendibile? Sul piano militare come nel calcio, che ci sia Crosetto o Mancini, il problema dell’Italia è sempre la difesa. Ce lo dicono sia l’Europa che i tifosi della Nazionale, che venerdì scorso hanno fischiato i nostri calciatori dopo la sconfitta contro il Belgio; insegniamo a Calafiori a sparare, magari si rivela un difensore migliore contro la Russia. Ma vista la similitudine così calzante, cosa c’insegna la successiva partita della Nazionale di calcio, cioè la nostra schiacciante vittoria 4 a 1 contro la Turchia? Che quando non hai difesa, conviene giocare in attacco.
Del resto la migliore difesa è l’attacco, sempre per restare ai detti. E allora facciamo come Mancini: non aspettiamo che l’avversario entri nella nostra area di rigore, anche perché Donnarumma non può parare pure i droni di Putin. Attacchiamo noi la Russia! Guardate Kayode: difensore sulla carta, ma l’altra sera è entrato in area e ha segnato. “Bravo con i piedi ma anche con le mani con rimessa a lunga gittata”, dicono i commentatori calcistici ma anche balistici: in caso di missili, sempre di lunga gittata si tratta. Arruoliamo Kayode e Pio Esposito! Passino dal Coni alla Leonardo: via quegli scarpini per degli scarponi e vadano a giocare ‘sto mondiale – nel senso di terzo conflitto. Noi restiamo qui comodi a fare il tifo, a sventolare le nostre bandiere – o, nel caso in cui le cose si mettano male, la pochette bianca di Conte.
