Società
saverio ma giusto •
Cara ragazza inaffidabile, consolerò io il tuo cuore spezzato dal figlio di Tajani
Puoi vestirti come ti pare, tanto qualunque cosa indossi è solo un inutile orpello che spero vorrai toglierti al più presto. Lettera aperta
23 SET 26

Foto ANSA
Colgo l’opportunità offertami da questo spazio per scrivere una lettera aperta a te, ragazza affascinante, appariscente, con la gonna corta; a te, che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto a suo figlio di non sposarti e di preferirti una ragazza più seria, più affidabile, con la gonna più lunga. (Facendo rivoltare nella tomba Silvio Berlusconi, che quelle così al massimo le degnava di un “culona inchiavabile”). In primis voglio dirti di non badarci, di non dargli peso: ma quanto è sfigato il figlio del ministro a chiedere al padre chi si deve sposare? (A dire il vero, da una ricerca su internet risulta che il figlio di Tajani sia già sposato; dunque il ministro ha inventato di sana pianta la conversazione riferita l’altro giorno a una manifestazione pubblica, facendo probabilmente vergognare sia il figlio sia la nuora – che chissà di che lunghezza porta la gonna, a questo punto). Oltretutto stiamo parlando dello stesso ministro che in caso di bombardamenti suggerisce di stare lontani dalle finestre, e il cui celebre appello per la pace è stato “Basta droni, basta missili, basta bomba atomica”: un disadattato, in sostanza. Ma non parliamo di lui; parliamo di te, ragazza affascinante che “ha cambiato più fidanzati ed è portata a mettere qualche cornetto”: a me i cornetti piacciono, specie per colazione la mattina con il cappuccino. Ragazza inaffidabile, tu mi piaci, e io voglio sposarti. E ti voglio sposare proprio perché sei inaffidabile, perché l’amore è un rischio, e io voglio correrlo con te. E non m’importa di che lunghezza porti la gonna, anzi levatela che come vedi è solo motivo di discordia, e poi le dimensioni non contano, conta come sai usare questa gonna. Semmai quello che m’interessa è la tua lingerie: che sia edibile, o comunque facile da sfilare, meglio ancora se non indossata affatto.
Puoi vestirti come ti pare, tanto qualunque cosa indossi è solo un inutile orpello che spero vorrai toglierti al più presto. Quello che contesto al ministro Tajani non è tanto l’idea di donna da sposare, quanto l’idea di matrimonio, che sottintende un amore triste, addomesticato più che domestico, dove è solo l’uomo che sceglie e non c’è traccia del desiderio femminile: secondo il ministro la donna è passiva, presa o scartata, e questa cosa fa infuriare me maschio più di voi femmine, perché anche io voglio essere desiderato, scelto a mia volta – e nel mio caso giudicatemi pure dall’orlo dei pantaloni, me lo faccio prendere dal sarto a ogni nuovo paio affinché sia sempre perfetto. Possiamo dare la colpa al patriarcato, ma la verità è che l’idea che il ministro Tajani ha del matrimonio non è poi così diversa da quella che le persone che si considerano più evolute hanno delle relazioni: è cioè come un lavoro, un investimento, un progetto. Insomma, una roba noiosissima: come se l’amore fosse una start-up o, peggio, un piano d’accumulo per un fondo pensione. “Ti ho sposato per allegria”, recita il titolo di una celebre commedia di Natalia Ginzburg; e del resto non vedo altre ragioni per sposarsi, se non appunto per la gioia di vivere in due. E allora sposatevela voi la ragazza “seria, credibile, che sarà una brava madre di famiglia” e che “ti garantisce la stabilità della casa” manco fosse un piano antisismico; io scelgo quella con le cosce di fuori, ma soprattutto spero che sia lei a scegliere me. Ragazza inaffidabile, chiamami: consolerò io il tuo cuore spezzato dal figlio di Tajani, che ti ha lasciata per sposare quella gonnona inchiavabile.