Società
Dal game Boy allo smartphone •
Pokémon, il grande scambio che dura da trent’anni
Siamo stati a San Francisco per la prima convention ufficiale, in contemporanea con il Campionato Mondiale. E abbiamo scoperto un fenomeno che non vive di nostalgia: videogiochi, carte e anime hanno costruito un linguaggio capace di unire chi c’era nel 1996 e chi arriva oggi
5 SET 26
Ci sono fenomeni culturali che appartengono inscindibilmente a un decennio o a una generazione, diventando simboli di un periodo ben circoscritto nel tempo. Poi ce ne sono altri che riescono, invece, a sopravvivere abbastanza a lungo da trasformarsi in nostalgia: ritornando ciclicamente alla luce tramite celebrazioni e momenti puramente Amarcord. Il mondo dei Pokémon però, dopo trent’anni dall’arrivo dei primi videogiochi per Game Boy nel 1996, sembra aver trovato un’altra via.
A San Francisco, dal 28 al 30 agosto, cinquantamila persone hanno attraversato i padiglioni di Pokémon XP, la più grande convention mai dedicata al franchise, mentre duemilasettecento giocatori arrivati da tutto il mondo si contendevano i titoli mondiali. I numeri li dà Chris Brown, Director of Global Esports & Events di The Pokémon Company International. Trent'anni dopo i primi videogiochi per Game Boy, usciti nel 1996, la nostalgia spiega solo una parte di quel pubblico.
Nelle sale ci sono bambini che un Game Boy non l'hanno mai tenuto in mano e adulti che si fermano davanti alle statue delle 151 creature della prima generazione. Ma la differenza anagrafica conta meno del canale d'accesso: gamer, collezionisti, cosplayer, curiosi, gente che gira con il telefono in mano su Pokémon GO, altri che disegnano murales o montano un puzzle da tavolo.
La parte agonistica si è giocata al Chase Center, il palazzetto dei Golden State Warriors, con quattro discipline e quattro campioni del mondo 2026. Tra i partecipanti novanta italiani di ogni età, come Mattia, dodici anni, arrivato fin qui torneo dopo torneo dopo aver preso in mano le carte per la prima volta all'ultima edizione di Lucca Comics & Games.
Il franchise ha superato i cinquecento milioni di videogiochi distribuiti e gli ottantacinque miliardi di carte prodotte, senza contare gadget, anime e film. L'estensione si misura anche nelle collaborazioni esposte in convention: spille, statue e giocattoli, moto a forma di Pokémon nate con Toyota e Honda, tavole da skateboard, set Lego, Crocs a forma di Pikachu e di Gengar, un'app per monitorare il sonno come Pokémon Sleep. E “Le disavventure di Sirfetch'd e Pichu”, serie in claymation in uscita su Disney+ nel 2027, prima collaborazione tra The Pokémon Company e lo studio britannico Aardman Animations, quello di Wallace & Gromit. “Noi e The Pokémon Company condividiamo molti ideali”, dice il regista Tom Parkinson. “Dal punto di vista tecnico, da quello creativo, ma anche dalla volontà di fare le cose con cura”.
Quegli ideali sono i pilastri che Tsunekazu Ishihara, presidente e amministratore delegato di The Pokémon Company, ripete da anni: trovare, collezionare, allenare, combattere, scambiare. Lo scambio via cavo è archiviato, ma basta guardare un padre e un figlio litigare su quale sia il Pokémon migliore per capire che il meccanismo regge. Sono cambiate le console, la grafica, le carte, e le creature hanno superato quota mille: ognuno entra da una porta diversa e arriva nello stesso posto. Un bambino può conoscere Pikachu come peluche e solo dopo come personaggio di un videogioco, un adolescente può partire dalle carte, un adulto cresciuto con Ash in televisione può essere rientrato con Pokémon GO, un altro può seguire soltanto il circuito competitivo. Nessuno deve conoscere tutto: il marchio è abbastanza esteso da consentire a ciascuno di ritagliarsi il proprio.
La cerimonia di chiusura ha annunciato il resto: “Pokémon Wild Card”, film che porta al cinema il mondo delle carte collezionabili, nuove espansioni per il gioco di carte, nuovi contenuti su Pokémon GO e i videogiochi “Pokémon Onda” e “Pokémon Vento”, con un'intera generazione inedita di creature. La prima generazione cresciuta con Pikachu sta entrando nell'età in cui si fanno figli, e quei figli avranno altri giochi e altre creature preferite, ma per qualche anno abiteranno lo stesso immaginario dei genitori.
Le prossime edizioni di Pokémon XP e dei Pokémon World Championships, nel 2027, si terranno a Singapore.