Società
Lavoro e identità culturale •
L’individuo senza socialità si dispera o si rivolge allo stato autoritario
Se la sinistra liberal-democratica o liberal-socialista non vuole perdere consensi, deve lavorare a produrre legami sociali di autocontrollo e perfino di autogoverno. Le dittature e i regimi autoritari nascono sempre dal caos sociale e dall’insicurezza
1 AGO 26

Foto di Trude Jonsson Stangel su Unsplash
E’ nell’individuo, è in ogni individuo che una società esiste, si fonda, si sviluppa o muore. Se negli individui comincia a mancare lo spirito di socialità, la società smette di esistere e gli individui entrano in guerra gli uni contro gli altri, pensando solo a sé.
Comprensione, solidarietà e comunicazione sono al primo posto nello spirito di socialità, ed è questo che fa parlare di “società civile” se non di “comunità”. Perché una società esista c’è bisogno di una buona socializzazione degli individui. Oggi i processi di socializzazione sono profondamente cambiati e si sono allentati anche a causa della socio-comunicazione elettronica a distanza.
Inoltre, nelle nuove società multietniche e multiculturali, si è perduta la precedente omogeneità storica e culturale. Anche in presenza di alterità, scontro e lotta di classe, le nostre società erano, nello stesso tempo, divise e compatte per l’azione dei grandi partiti politici con le loro ben distinte ideologie. Oggi domina un insieme sociale informe e fluido di realtà e di sensibilità difficilmente definibili, a causa delle grandi migrazioni dell’ultimo mezzo secolo, che non sono affatto integrabili come si credeva, si crede e come si vorrebbe. Questo significa che la presenza dello stato e della legalità fatica a bonificare la palude delle “anomie” individuali e di gruppo, che frantumano fino a cancellare la fisionomia e la stabilità di quella che continuiamo a chiamare, in senso forte, “società civile”. Le solitudini individuali più disperate sono in crescita e facilitano la proliferazione di microcorpi antisociali o asociali, che finiscono in molti casi per incrementare la criminalità sia organizzata che individuale.
Ho detto “solitudini individuali disperate”, cioè presenza socialmente in crescita di non-socializzazione per mancanza o precarietà di due fattori stabilizzanti: il lavoro e l’identità culturale.
Il degrado dei comportamenti sociali, dovuto all’assenza di socialità, provoca aumento dei delitti compiuti da individui nella loro criminale solitudine e i cui moventi restano spesso indecifrabili. La sociologia, più o meno da quando è nata, parlando di masse, di società di massa e di folla urbana, ha individuato questo fenomeno moderno chiamandolo “anomia”. Nelle “folle solitarie” che caratterizzano le società moderne sono sempre gli altri a essere massa e folla, cioè flusso di ombre forse reali e forse immaginarie. Così, ognuno si è abituato a percepire la massa di altri esseri umani come entità collettiva anonima, sempre potenzialmente e vagamente ostile, minacciosa, nemica e quasi priva di una vera umanità.
Oggi, nelle società multietniche e multiculturali, questa esperienza quotidiana di alterità si è ulteriormente sviluppata rispetto al secolo scorso. Tutto scorre e perfino quello che un tempo era il “vicinato” è recentemente sparito. La socialità si disumanizza e si derealizza tecnologicamente. C’è “anomia” quando patti e norme, comunicazione e condivisione si allentano fino a sparire.
Ma quando la consistenza pratica di legami sociali non fa più “società civile”, il pericolo è la tendenza politica a vedere e volere uno stato onnipresente, autoritario, puramente repressivo, che controlla e punisce, al quale però i cittadini non riescono a riconoscere neppure una sufficiente autorità morale e civile. E’ lo stato militarizzato come lo concepiscono i partiti di destra. Se la sinistra liberal-democratica o liberal-socialista non vuole perdere consensi, deve lavorare a produrre legami sociali di autocontrollo e perfino di autogoverno. Nelle società in cui non agisce più una qualche cultura morale e civile la preferenza politica degli elettori per uno stato autoritario e repressivo inevitabilmente guadagna elettori. Le dittature e i regimi autoritari nascono sempre dal caos sociale e dall’insicurezza.