Società
Estate con Ester •
È un’estate sobria, gli abbronzati si sono estinti e i ricchissimi non si fanno vedere. Ma ecco le new entry
Dal genitore facilitatore all'AI slopper, fino al bimbo del gelato e il superabbronzato. Qualche dinosauro è sparito, qualche mostro è entrato. Buon primo agosto!
1 AGO 26

Foto di Geio Tischler su Unsplash
E’il primo sabato d’agosto e ancora più in onore di Stefano Benni, come ogni anno, continuiamo un modesto sottocatalogo di personaggi estivi. Qualche dinosauro è sparito, qualche mostro è entrato.
L’abraso. Novità. Si sta togliendo i tatuaggi. Si tiene la maglietta e si unge con pomate bianchissime, non prende un raggio di sole, ti fa vedere che la tecnica sta funzionando, ha macchie verdastre al posto di vecchi draghi. Ti dice quanto gli costa, e sospira.
L’AI slopper. Novità. E’ un nuovo Furio, parla solo di intelligenza artificiale. Entusiasmo petulante, dice che questo inverno con l’AI ha mandato pec di diffida meglio di un avvocato. Fotografa i gusci delle vongole e chiede all’AI se sono italiane o filippine.
Il Genitore facilitatore. Novità. I padri stanno aiutando i figli timidi a fare amicizia con le ragazze, “non ti preoccupare va papà!”. E quelli – i nuovi quindicenni – lo mandano speranzosi a spaccare il ghiaccio nel gruppetto delle ragazze. Vanzina per gente che non ha visto i Vanzina, solo che qui non ridono, fanno sul serio. Salviamoci.
Lo Specialista. In aumento. Non è psicologo, è peggio perché ha ascoltato i podcast. C’è sempre, in ogni spiaggia, l’incontro nefasto tra uno che vuole raccontare i guai suoi e un altro che incredibilmente vuole sentirli. Ci si diverte con poco negli ultimi tempi, ci garbano le diagnosi.
Il Superabbronzato. Estinto. Persone color corteccia, avvizziti dal sole. Oggi nessuno scende sotto la protezione cinquanta, negli anni 90 ci sono stati trascorsi vergognosi: agli atti di un’umanità molto scema c’era la Nivea blu, qualcuno mischiava birra e olio di cocco: “Accelera”, ti dicevano. Certi eritemi.
Il Proprietario di barca. Meno pervenuti degli altri anni. Non si capisce dove sia finita la classe dirigente estiva. I ricchissimi. Sembra esplosa la sobrietà come un morbillo: le ville al mare hanno le persiane chiuse. Gli yacht sono usciti a maggio l’ultima volta e ora e al largo ci sono solo gli stranieri. Siete al nord, in qualche paese fresco? Vi ha spaventato la storia di Mangione? Non ci volete più nei weekend? Non si fa così con gli amici parassiti.
Il Destinato-a-vacanza-migliore. In aumento. E’ quello con lo spirito altrove. Fa una vacanza da povero e una vacanza interessante, ma non con te. La critica è sempre sul livello medio dei turisti. “Me ne vado, me ne vado”. E poi non se ne va mai.
Il Finto-ricco. In aumento. Certi hanno raggiunto un livello di perfezionamento estremo della finzione, ormai è un mercato parallelo, i simulatori di soldi sono quasi indistinguibili dai veri benestanti, lo smascheramento richiede vigilanza. I cinque secondi di esitazione sulla carta dei vini, il reagente chimico è sempre quello.
Il Bimbo del gelato. Questo personaggio è uno dei più temuti dai baristi. Alto un metro e venti, con gli occhiali e la faccia da scimpanzé. Appare nel bar con lo sguardo perso, si avvicina al bancone con cento lire in mano e si aggrappa al bordo. Il barista non lo vede quasi mai. Se è un bambino furbo va subito al freezer dei gelati, lo apre e ci entra con la testa, le spalle e metà del corpo. Se il barista non se ne accorge in tempo scarta tutti i gelati per trovare il suo. Allora il barista gli chiede cosa vuole. A questo punto il bambino gli chiederà un gelato con un nome assurdo, come “Antartidino”, “Cremarancio”, “Baden-Baden”, che il barista non conosce. Il barista controlla tutte le scorte di gelato con la testa nel freezer e ogni tanto emerge con gelati mostruosi, con strane forme e colori, a forma di pecora e di autoambulanza. Il bambino li osserva serio uno per uno e ogni volta dice: “Non è lui”. (Grande classico, S. Benni, Bar Sport).