Società
estate con ester •
Il peccato originale. Da lì hanno cominciato a piacerci cose spaventose
Ovvero: come l'arrivo dell'avocado sulle nostre tavole ha spianato la strada a una sfilza di mostruosità. Dal cibo insapore ma salutare a Zendaya e Tom Holland
16 LUG 26

Foto Getty
Si era capito che qualcosa non andava un po’ di tempo fa. All’improvviso ci piaceva l’avocado, senza un motivo preciso. Il giorno prima non esisteva e il giorno dopo c’era avocado dappertutto, perfino i supermercati furono invasi in ogni provincia, tanto che la gente cominciò a tastarli col pollice, affondando la buccia e imparando a comprare quelli maturi al punto giusto. L’avocado. Una palla verde dalla consistenza fradicia che ha il sapore di pinoli molto sciapi. Un frutto insomma non imperdibile. Ma fa bene alla salute! – dicevano. Grassi esotici, importati. Quindi ci doveva piacere.
Forse da lì cominciarono a piacerci una serie di cose strane, e quando non erano strane, erano patetiche. E fin qui, chi se ne frega, si dirà. Il problema è che sono finite le cose strane, sono diminuite quelle patetiche, e cominciano ad allargarsi di numero le cose da pazzi, quelle che fanno paura. Ci piacciono le frittate di albume. Trovo nel banco frigo i cartoni come quelli del latte, e l’etichetta dice che c’è dentro il bianco d’uovo. La gente fissata lo monta col parmigiano e lo mette in padella. Poi se lo mangia. Dicono che è per stare in forma e mantenere i muscoli costruiti in palestra. Pensavo fosse stato toccato il fondo, invece ho trovato nel reparto gelati anche il gelato, all’albume. Ci piacciono certi cracker di crusca al posto del pane che sanno di cartavetro. Ci piace anche quella medicina – semaglutide – in pillole o siringhe che ti fanno venire la nausea e così non mangi, e sei magro, magrissimo. E non devi nemmeno mangiare la frittata di albume.
Ci piace avere il fisico. Il fisico serve a ben figurare sull’Instagram, non è più funzionale all’incontro sessuale com’era una volta perché di quello non importa più a nessuno. Ora ci piace ricevere il messaggio diretto “fiammella che brucia” confermativo che siamo fighi. Ci piace non vederci. Ci piace stare ognuno a casa sua. Ci piace il divano con nessuno intorno. Ci piace dire che tutte le relazioni sono tossiche, tranne quella tra Zendaya Stoermer Coleman e Tom Holland, che si sono sposati di nascosto e sono la coppia ideale di tout le monde. Ci piacciono tantissimo Zendaya e Tom: ah quei due come si nascondono bene dalle relazioni parasociali dei follower ossessionati. E si tengono sospesi sulla fune dell’equilibrista: rispettosi e mai troppo affetto in pubblico.Ci piace che le coppie famose siano come diciamo noi: l’amore sì ma si deve intuire, dev’essere l’amore senza esibire l’amore. Non devono litigare, non devono lasciarsi. Ma soprattutto: questo amore non deve prevedere mai un minuto di distrazione o non-reverenza di lui verso di lei. Ci piacciono da sempre le cose che non esistono, quando si parla di relazioni.
Ci piace Temptation Island guardata con ironia. E ovviamente superiorità socio-gerarchica.
Ci piace chi va in terapia. Solo chi va in terapia – gli altri forse sono tutti stronzi. Anzi, sicuramente.
Ci piace essere felici, così tanto ci siamo fissati con questa felicità che adesso con un poco di normalissima tristezza strutturale ti pare di morire. Ci piacciono i libri di disgrazie, i fatti amari in generale. Ci piace piangere e dire che abbiamo pianto, sempre su Instagram.
Ci piace il remote working assoluto: lasciatemi in casa, da solo, e non fate telefonate che potevano essere email. Ci piace l’intelligenza artificiale per tutto. Per le email di lavoro, ma specialmente di sera sul divano ci piace raccontarle i guai nostri e chiedere un consiglio. Sarà tutto quell’avocado che ci ha fatto male?