Società
Saverio ma giusto •
Un decalogo semiserio per sopravvivere a chi minimizza il cambiamento climatico
Da scemo quale sono, provo a dare un seguito alla scemenza detta dal presidente La Russa con una serie di consigli pratici su come affrontare il caldo che lui definisce caraibico, gli esperti estremo, io estremamente caraibico
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Foto LaPresse
Il più trumpiano in Italia non è certo Roberto Vannacci, per quanto gli piacerebbe. L’essenza del trumpismo infatti non è tanto l’estrema destra nella quale ha finito con l’accasarsi, bensì l’arroganza impunita con cui Donald Trump dice scemenze totalmente scollegate dalla realtà, cioè tutte quelle dichiarazioni da svalvolato che noi oggi bolliamo (non a torto) come segnali di deterioramento cognitivo. Ecco, quelle affermazioni – che più che di destra sono da fuori di testa – dette in modo prepotente, in Italia sono appannaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. La lista di uscite da chiodi della seconda carica dello Stato è lunga e va allungandosi; e la più recente è stata pochi giorni fa: “Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo”. Questo mentre due anziani morivano a Genova a causa dell’ondata di calore, andandosi ad aggiungere agli oltre milletrecento morti di caldo (letteralmente) attestati dall’Oms in una settimana. Che bisogna convivere con questo clima è ormai una certezza, ed è quasi una banalità dirlo; ma non ne sminuirei le conseguenze, che con tutto l’understatement del mondo non possiamo non definire come minimo apocalittiche.
Inoltre non è vero che non ci si può fare proprio niente: ci sono tutta una serie di politiche (ambientali, urbanistiche, edilizie, energetiche) che, se non possono cambiare quella che ormai è la realtà, possono almeno mitigarla e, appunto, aiutarci a conviverci. Ma vallo a spiegare al presidente La Russa, non mi pare uno che ascolta: lui minimizza solo, e invita ad abituarsi. Sì, ma come? La gente non sa più stare al mondo, figuriamoci in un mondo invivibile: la risposta collettiva a quest’ultima ondata di calore che sta surriscaldando l’Europa è stata iscriversi alla app per trovare l’ombra, o a quella che mappa le fontanelle nelle vicinanze, o quella per lamentarsi collettivamente del caldo (così da far surriscaldare un altro po’ i server di tutto il mondo). Da scemo quale sono, provo a dare un seguito alla scemenza detta dal presidente La Russa con una serie di consigli pratici su come affrontare il caldo che lui definisce caraibico, gli esperti estremo, io estremamente caraibico – in una parola: disumano. Morto a galla: fin qui è stato un semplice e istintivo modo di galleggiare in mare, per prendere il sole o rilassarsi fra una bracciata e l’altra. Ora invece diverrà una condizione diffusa, anzi una constatazione del coroner. Tanto in mare nessuno nuoterà più: troppo caldo per fare attività fisica, e poi anche le nostre acque si popoleranno presto di specie caraibiche come squali e barracuda, e valli a remigrare quelli... Abituiamoci dunque a morire a galla, può tornare utile anche per quando siamo in un bagno di sudore. Zanzare: le abbiamo scacciate in tutti i modi possibili e immaginabili; adesso invece dobbiamo incentivarle e sperare che ci pungano tantissimo. Il sangue infatti distribuisce il calore nel corpo, quindi perderne può spesso provocare una sensazione di freddo. Aria condizionata: non basta più istallare il condizionatore a casa, adesso dopo tanta convivenza sposatevene uno. Tanto ormai c’è chi si sposa con se stesso, chi con un’Intelligenza artificiale, voi non sarete certo i più strani se convolerete a nozze con la vostra aria condizionata. Staccatela dal muro e portatevela a letto: sarà un partner soddisfacente proprio perché non focoso, anzi, un po’ freddino. Cioè il partner ideale, con questo caldo.