Sanremo senza pedali. Il comune chiude la ciclabile per il Festival

La pista tra Arma di Taggia e l’Ariston si trasforma in corsia per vip e taxi. Stop a bici e pedoni proprio nei giorni della kermesse. Non c'è mobilità green che tenga: la città dei fiori sacrifica la sua ciclovia sull'altare dello spettacolo
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24 FEB 26
Immagine di Sanremo senza pedali. Il comune chiude la ciclabile per il Festival

Ansa

Oggi inizia il Festival. Per chi pensava di andare a trotterellare nella città dei fiori conviene lasciare auto lontana e godersi quella bella pista ciclopedonale, dove fu la ferrovia, che si fa tutto il Ponente ligure con il mare al suo fianco. Perché anche a Sanremo, tutto l’anno, si vivono l’ansia e la strategia quotidiane del cercare parcheggio. Però vista mare.
A parte quel che succede nel teatrino orgogliosamente demodé, dove luccicano la noia, l’aggettivo superlativo e ‘a canzuncella nostra, lo spettacolo è fuori. Il palchetto dell’Ariston vestito a festival è solo un pretesto. L’antropologo urbano batte i marciapiedi. Senza vendere nulla, claro, se non le poche parole che mette in saccoccia. Ma non sarà così. Per antropologhi e non. Il signor Comune di Sanremo, da martedì 24, ha deciso di chiudere la ciclabile che da Arma di Taggia arriva in zona calda. Dove dovrebbero posare solo piedi e biciclette passeranno minibus, taxi e i carri funebri coi vetri oscurati, con dentro la salma viva del vips. Corsia preferenziale era, e rimane. Cambiano solo i soggetti. Da leggiadri a pesanti. Da sani a inquinanti. Dall’essere di tutti all’essere di pochi. E quello che vorrebbe, ottusamente, garantire la mobilità, la castrerà. Rima buona per strofa o ritornello alternativi. Eppure il Festival si fa da sempre, non ci sono stavolta urgenze sanitarie o belliche, un Cristo o un marziano sceso in terra. Non c’è un mondo da salvare. Si celebra la canzone leggera, leggerissima, e si chiude la cosa più leggera che c’è. La ciclopedonale è impresa e orgoglio di questa zona, parla di futuro, e tu la oscuri proprio quando il mondo tutto è collegato! Ci stiamo abituando a questi segnali di retroguardia, di piccineria, e lo certificano i coretti delle piccole iene da tastiera: Cosa vuoi che sia una settimana senza la tua biciclettina!, i più raffinati. Inutile spiegare il senso più ampio del tutto a chi ha l’inquadratura di un orifizio. Lasciamolo lì a sbirciare. In fondo, tutto quanto fa spettacolo.