Social vietati ai giovanissimi? Forte scetticismo, ma non vedo alternative all’orizzonte

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2 DEC 24
Ultimo aggiornamento: 12:16 AM | 8 APR 26
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Tempo di bilanci, arriviamo pure già tardi. E’ ormai passata una generazione dall’invenzione dei social network e quindi se ne dovrebbe sapere abbastanza per qualche timido provvedimento per le fasce deboli di consumo. Le preferite del mondo online: i giovanissimi. Si comincia in Australia: divieto di utilizzo ai minori di 16 anni con previsioni sanzionatorie solo per le piattaforme e non per le creature fuorilegge e i loro genitori. E’ utile? No. E’ corretto? Sì. Non esistono soluzioni immediatamente pratiche e applicabili. Servirà il lungo periodo per capire se questo tappo di sughero riuscirà almeno a portare a un vago inizio di disamore per i social. Dal fronte Meta si difendono con lo scudo di cartone: così comprimete il diritto di opinione dei ragazzi! Cominciate a comprimere meglio voi il bullismo e la pornografia, e cominciate a rispondere in giudizio come parte attiva, poi vediamo. Suona molto più predicatorio di quanto vorrei, ma ai ragazzini i social hanno divorato tutto il tempo. Sono nati con l’iPhone, sono figli dell’iPhone, non esiste log out. Non sanno cos’è, il log out. Prendono tutto, guardano tutto, ingoiano tutto. E hanno la testa pesante. Si dà la colpa un po’ dove capita, al malessere inspiegabile dei ragazzi. E’ la vita, no è la frenesia, è l’inflazione, lo smog, la scontentezza del male di vivere. In realtà è lo switch cost effect. La neuroscienza ha decretato: basta guardare una notifica e interrompere quello che stavamo facendo e hai dato già al cervello il doppio del lavoro. Per tornare a quello che stavi facendo prima mandi i neuroni al collasso. Come fa a non ridurti a rottame la stessa operazione insistita per dodici ore al giorno? Dismorfia, l’altra questione generata dalla sovrapproduzione fotografica. Non ci siamo mai fotografati così tanto. I filtri. I disturbi alimentari sono aumentati e si è abbassata l’età. Come lo spieghi a una ragazzina che Kylie Jenner, con 35 centimetri simulati di vita e gli impianti sulle cosce per farla sembrare un otre, con una faccia cerata dai filtri, non è un individuo possibile in natura?
Forte scetticismo sul divieto, fortissimo scetticismo sui corsi nelle scuole “come si usano consapevolmente i social”, ma non vedo altri tentativi all’orizzonte, quindi prendiamo tutto e vediamo come va.