Ricchi da salvare
Ormai minoranza, sono privi di ogni tutela. Serve un piano demografico, perché avremo bisogno di loro

Una scena di The Wolf of Wall Street, film del 2013 diretto e prodotto da Martin Scorsese
Più del rapporto Istat o del rapporto Caritas, la vera emergenza sociale la fotografa la classifica Forbes: mentre aumentano i poveri (post Covid +34 per cento solo in Italia ), i ricchi diminuiscono – e per il secondo anno consecutivo. Dal 2019 i miliardari sono passati da 2.153 a 2.095 (nel 2018 erano 2.208); e di fronte a un simile dramma sociale non c’è alcun piano di aiuti che promuova e sostenga la ricchezza: nessun incentivo per le limousine, nessuno sconto sulla jacuzzi, nessun bonus vacanze alle Hawaii con tutta la servitù. I ricchi la bicicletta o il monopattino elettrico se li pagano a prezzo intero e con i soldi loro, proprio come lo yacht e il jet privato.
Quando si parla degli effetti nefasti delle disuguaglianze economiche, il primo è sicuramente la discriminazione di cui sono vittime i ricchi: l’unica minoranza al mondo (per altro la più minoritaria delle minoranze: persino rom e transessuali sono più dei ricchi, e persino i transessuali rom!) i ricchi sono l’unica minoranza, dicevo, a non godere di nessuna tutela. Eppure, con una crisi alle porte che al confronto ai dinosauri è andata bene, è proprio dei ricchi che avremo più bisogno.
Chi credete che possa rilanciare i consumi o assumere i disoccupati, i poveri? Solo i ricchi potranno permettersi di darci 1 euro a tutti quanti quando fra 5 mesi chiederemo l’elemosina – anche perché la chiederemo da casa, in smart accattonagging; e solo i ricchi avranno frequentato la scuola da ricchi o i circoli per i ricchi, insomma quei posti dove ti insegnano tiro con l’arco e avranno la mira sufficientemente allenata da saper tirare l’elemosina a un metro di distanziamento sociale senza prenderci in un occhio. La politica deve smettere di occuparsi dei poveri: li ha già fatti aumentare abbastanza. L’1 per cento della popolazione mondiale è più ricco del 99 per cento: una sproporzione mostruosa che dimostra quanto la stragrande maggioranza della popolazione umana –il 99 per cento! – sia incapace di produrre ricchezza; è giunto il momento di puntare su quell’1 per cento.
Propongo un piano internazionale di salvataggio: dichiariamo i ricchi specie protetta. Prendiamo tutti i 2.153 miliardari della classifica Forbes e transenniamoli. Chiudiamoli in un recinto (dorato e con idromassaggio, e ovviamente con adeguata disponibilità di ostriche, tartufi e champagne), al riparo da contestatori e cacciatori di dote; e facciamoli accoppiare fra loro. Jeff Bezos ha quattro figli, Bill Gates e Warren Buffet tre, Zuckerberg appena due, Alice Walton (unica donna nella top ten dei super ricchi) nessuno: i miliardari si stanno estinguendo anche perché non si riproducono più. Se invece ogni ricco facesse più figli, per giunta assieme a un altro ricco così da avere una prole di straricchi che non dimezzano i patrimoni bensì li sommano, ecco che il trend si invertirebbe positivamente per tutti.
Poniamo che ogni coppia di ricchi scodelli 12 figli, come una volta le famiglie dei contadini: avremo, nel giro di 18 anni, decine di consumatori maggiorenni in più con una capacità di spesa superiore al comune. I ricchi vanno allevati: vanno custoditi e cresciuti sani e robusti, affinché possano rendere di più. Se necessario, sono favorevole anche agli allevamenti intensivi: miliardari imbottiti di antibiotici per farli stare bene e di ormoni per renderli fertili, così da arrivare a un numero di ricchi superiore alla disponibilità mondiale di ville, suite e caveau – con conseguente indotto per il settore edile – e più di quanti la Svizzera, la Costa Azzurra e gli atolli di isole private possano contenere – così che i miliardari e i loro soldi si spargano nel mondo. Così facendo non saremo tutti più ricchi, ma sicuramente avremo tutti un amico ricco.



