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L’arte del pellegrino

Ricerca della spiritualità, interesse culturale e turismo lento. Tutti vogliono fare le vacanze in cammino

19 Agosto 2018 alle 06:16

L’arte del pellegrino

Foto Pixabay

Lo scorso 15 dicembre, uno studente di chimica statunitense, Andrew Patrick Larkin, 22 anni, originario del Michigan, è entrato nella storia del Cammino di Santiago, la più famosa via di pellegrinaggio del mondo. Perché al suo arrivo dinanzi alla tomba di San Giacomo ha scoperto di essere il pellegrino numero trecentomila, facendo registrare il primato assoluto di presenze in un anno. “Sono molto sorpreso da questa accoglienza. Ho scoperto il fascino del Cammino di Santiago anni fa vedendo al cinema il film “The Way” con Martin Sheen: in America ha avuto un grande successo e ha spinto tante persone a venire in Spagna a camminare”, ha dichiarato Larkin al traguardo, dopo aver ricevuto dall’arcivescovo e dal sindaco di Santiago de Compostela una targa per la sua impresa inconsapevolmente eccezionale.

 

Sempre più viandanti a Santiago de Compostela e Lourdes, ma anche in decine di siti religiosi meno conosciuti

Ma se è vero che il celebre cammino tra Francia e Spagna resta il più frequentato dai viandanti di tutto il mondo, è vero anche che non è il solo a poter vantare numeri da record. Ieri, il Figaro ha dedicato un approfondimento alla popolarità in ascesa dei pellegrinaggi spirituali sul territorio francese, che quest’estate, come non si vedeva da molti anni, registrano cifre importanti. “Desiderio di riesumare tradizione o iniziativa spirituale: i credenti sono affascinati dai luoghi sacri. Alcuni santuari sono oggetto di rinnovamento, altri vedono affluire i fedeli da secoli”, scrive il quotidiano parigino. In totale, in Francia, sono 1.300 i santuari consacrati alla Vergine Maria, 700 quelli dedicati agli altri santi, e oggi, 15 agosto, che è festa insieme laica e religiosa, sono 25mila i pellegrini attesi al santuario di Lourdes, a centosessant’anni dalle diciotto apparizioni mariane raccontate da Bernadette Soubirous. Dal pellegrinaggio delle “Tre Marie” a Mignières, vicino a Chartres, dove sorge una delle più belle cattedrali gotiche di Francia, alla basilica di Notre-Dame de la Daurade a Tolosa, dove la “cintura della vergine nera” sarebbe benefica per le donne incinte e coloro che desiderano un bambino, la varietà dei santuari francesi è tra le più ricche del mondo.

 

“Il pellegrinaggio è in buona salute”, ha detto al Figaro padre Jacky-Marie Lhermitte, presidente dell’Associazione nazionale dei direttori di pellegrinaggio, “perché la pietà popolare esiste ancora. Il desiderio di trascendenza è iscritto nel cuore dell’uomo. Attraverso il pellegrinaggio, la persona vuole andare oltre sé stessa o fare una pausa nella vita. La fede è stata intellettualizzata troppo. Abbiamo una sensibilità, senza cadere nella superstizione, e c’è veramente qualcosa di nobile e di positivo nella pietà popolare”, ha aggiunto Lhermitte.

 

Da un lato, sicuramente, si tratta di una buona notizia per la fede cristiana, “camminare permette di ritrovare un ritmo più umano e più divino”, ha detto al Figaro Monsignor Joseph de Metz-Noblat, ma più in generale questo rilancio dei pellegrinaggi è sinonimo di una ricerca di spiritualità che va oltre i confini della religione. “Le motivazioni non sono prettamente religiose ma spirituali nel senso più ampio del termine. Il pellegrinaggio offre una cornice che ha le sue radici profonde nella storia. E’ portatore di una tradizione. A differenza di una grande escursione, orienta il cammino. Il pellegrinaggio è anzitutto una direzione, un senso che si dà alla propria azione”, ha scritto l’accademico di Francia, Jean-Christophe Rufin, autore della prefazione di un libro che uscirà il prossimo autunno, “Esprit des pèlerinages” (Gründ).

 

Il bisogno di trascendenza si fonde con l’interesse culturale, perché il pellegrinaggio, secondo le parole del papa emerito Benedetto XVI, “non significa semplicemente visitare qualcosa”, bensì “uscire da sé stessi per andare incontro a Dio lì dove si è manifestato”. Lo scorso 23 e 24 giugno, il “Gran Perdono” di Chaumont, nel dipartimento dell’Alta-Marna, ha registrato un successo popolare che ha sorpreso anche Msg de Metz-Noblet. Celebre da più di cinque secoli, era da undici anni che questa ricorrenza non veniva celebrata secondo la tradizione e non attirava così tanta gente da ogni angolo di Francia.

 

La Via Francigena, percorsa dai pellegrini che da Canterbury si dirigevano a Roma, è ancora uno dei tragitti più frequentati

“C’è una splendida combinazione tra dimensione religiosa e dimensione culturale. E’ difficile individuare le ragioni che hanno spinto 30mila visitatori a venire in città. Alcuni hanno passato una bella giornata in ragione delle varie animazioni, spettacoli di strada, esposizioni e sfilate in costume. Altri sono venuti apposta per le celebrazioni e per dare nuova linfa alla loro fede”, ha dichiarato il vescovo di Langres.

 

Ma guardando anche oltre i confini francesi, si rileva una diffusione sempre più consistente delle camminate che fondono spiritualità e storia. In Italia, il turismo lento, come viene definito dagli addetti ai lavori, è un’attività in netta crescita, perché in aumento è la voglia di riscoprire l’intimità di certi territori, sentieri, campagne e borghi dimenticati dagli Itinerari con la I maiuscola, è il bisogno di ritrovarsi soli con se stessi e sfuggire da quella frenesia che spesso altera il sapore dell’autenticità.

 

La Via Francigena, percorsa mille anni fa dai pellegrini medievali che da Canterbury si dirigevano a Roma, è ancora uno dei tragitti più frequentati dai viandanti in cerca di pace e di un rapporto stretto, quasi privilegiato con la natura. Così come il Cammino di San Francesco, 192 chilometri tra la Verna e Assisi, e il cammino di San Benedetto, 300 chilometri da Norcia fino all’abbazia di Montecassino. “Il pellegrino cerca qualcosa che non trova nella vita ordinaria. Ci sono alcuni pellegrini che vogliono fare un pellegrinaggio a un Santuario; alcuni vengono per incontrare sulla strada altri che fanno lo stesso cammino. E poi ce ne sono altri che vengono come turisti: persone che sono partite da turisti e poi sono arrivati a Santiago come pellegrini. E’ l’esperienza che dice che il Cammino di Santiago è sempre un cammino di soddisfazione umana e spirituale”, ha dichiarato a Vatican News il decano sostituto della Cattedrale di Santiago de Compostela, José Fernando Lago. Parole armoniose che valgono per ogni pellegrinaggio.

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