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Elogio del generone romano

Affaristi con sogni di soldi e potere? Racconto sbagliato. Era una classe sociale portatrice di modernità

25 Giugno 2018 alle 11:14

Elogio del generone romano

Luca Lanzalone, ex presidente dell’Acea, coinvolto nell’inchiesta della procura di Roma sul nuovo stadio della Roma (foto LaPresse)

Pensano di arrivare a Roma e fare un po’ come gli pare, tanto lì, si raccontano, pigramente raccogliendo pigri racconti altrui, c’era il generone, e quindi ora potrà pur comandare il Lanzalone, inteso come Luca, avvocato ormai noto alle cronache. L’assonanza e la rima malandrina si associano alle idee ricevute e a una dannazione storica comminata più da giornalisti, sceneggiatori, scrittori, che da storici o da politici. Quella parola, appunto il generone, nasce prima della contaminazione linguistica per cui i...

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Giuseppe De Filippi

Giornalista, vicedirettore del Tg5, mando lettere al Foglio e ci scrivo appena posso, ma i pezzi più belli, per i quali conto sui miei amici per un'edizione rilegata post-mortem oppure non so per i miei 80 anni sono quelli per Golf Today. Ho cominciato a L'Opinione, simpaticissimo settimanale del Pli, e li ho imparato il pezzo liberale standard, replicabile infinite volte. Cerco però di evitare la riscrittura del pezzo standard (a meno di avere gran fretta). Mi diverte la politica e parlarne ma non con gli agitati, e poi il golf, la neve, il mare, fare la spesa, sciare. Raro esempio di compratore e lettore di libri (anche di poesia) anziché scrittore e poeta. Ne ho scritto uno solo, anni fa assieme a Stefano da Empoli, sulla banca centrale europea. Ma non lo avevo più e quindi anche quello l'ho comprato, usato, su internet.

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