Il Tar del Lazio ferma il cantiere del Tap

Accolto il ricorso della Regione Puglia. Sospesa l'autorizzazione all'espianto degli ulivi in attesa dell'udienza del 19 aprile
6 APR 17
Ultimo aggiornamento: 17:27 | 13 AGO 20
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Dove non arriva la protesta arriva il Tar del Lazio. Da giorni cittadini, sindaci e esponenti politici stavano provando a bloccare il cantiere del gasdotto Tap di Melendugno. Manifestazioni, scontri con la polizia, ma i lavori, e l'espianto degli ulivi, sono andati avanti. Fino ad oggi quando il presidente della III sezione del Tar del Lazio, Gabriella De Michele, con decreto 1753/2017, ha accolto il ricorso della regione Puglia sospendendo l'autorizzazione all'espianto degli ulivi.
In particolare la Regione aveva chiesto l'annullamento - previa sospensione - delle Note del Ministero dell'Ambiente con cui è stata dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione 'A44', riferita alla cosiddetta fase 0 dei lavori, autorizzando TAP all'espianto degli Ulivi ricadenti nell'area interessata dal cantiere. Esultano il popolo No Tap e il governatore Michele Emiliano.
Anche se il decreto presidenziale rileva che "le modalità di realizzazione" dell'opera "debbono ritenersi definitivamente approvate" e che la sospensione deve tenere conto "delle scadenze stagionali da rispettare per le operazioni di espianto". L'udienza del Tar che discuterà l'istanza cautelare in Camera di Consiglio è fissata per il 19 aprile, da qui dipenderà la ripresa dei lavori di espianto che per rispettare la stagionalità dell'operazione dovrebbero concludersi entro la fine del mese.