Stadio, la Lombardi attacca pesante ma Grillo la zittisce

“Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos'è?”, scrive su Facebook la parlamentare, rimbrottata dal grande capo. Poi arriva il benaltrismo di Di Maio
17 FEB 17
Ultimo aggiornamento: 08:40 | 13 AGO 20
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Nella sua lunga invettiva, Roberta Lombardi non fa mai il nome della sua nemica Virginia Raggi, che un paio di giorni fa aveva smentito qualsiasi ipotesi di accordo con i costruttori. La polemica è centrata soprattutto sulle cubature: “Un milione di metri cubi e uno stadio, un solo stadio. Grattacieli, business park, l'equivalente di oltre 200 palazzi in una zona disabitata da secoli”, attacca la Lombardi. Tradotto: lo “sconto” sulla portata delle cubature nella revisione del progetto non convince.
“Per anni i costruttori a Roma hanno fatto così: compravano terreni e poi si accomodavano le destinazioni, rendendole edificabili, grazie alla compiacenza della politica”, sintetizza la parlamentare, zittita senza troppi fronzoli da Beppe Grillo: “Sullo stadio della Roma decidono la giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro”.
Un altro parlamentare, però, la sua l'ha detta. Luigi Di Maio sostiene che quello sullo stadio è un dibattito “surreale”: “I cittadini non capiscono perché parliamo di queste cose quando le periferie sono messe male. Anche i tifosi della Roma hanno problemi ad arrivare a fine mese”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera a Radio1. Benaltrismo a parte, pur non essendo “mai stati favorevoli al progetto iniziale, ci sono delle trattative in corso per vedere se si possono mettere insieme i nostri valori e la possibilità di portare a termine il progetto”, ha aggiunto Di Maio.