Il Consiglio di Stato interviene sulla Dad
Respinta l'istanza cautelare presentata dal governo contro la decisione del Tar del Lazio
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1 APR 21

(foto LaPresse)
Le scuole che riaprono fino alla prima media in zona rossa, e la dad che non scompare per gli altri studenti. Tema cruciale e politico, su cui si è arrivati più volte in tribunale. E’ giusto in questo caso avvalersi dello strumento giudiziario? Intanto oggi il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare presentata dal governo, contro la decisione del Tar del Lazio, che aveva accolto “ai soli fini del riesame” da parte del governo le istanze di un gruppo di genitori. “Il governo rivaluti e motivi, sulla base dei dati scientifici, il meccanismo automatico di sospensione della didattica in presenza” nelle regioni in zona rossa, dice il Consiglio di Stato.
Il giudice prende atto che “con il decreto legge in corso di pubblicazione, sembrerebbe che la materia sia stata affrontata, e in parte disciplinata”. Precisa che “l’obbligo di riesame non significa, né così potrebbe essere, sostituzione del giudice alle scelte di governo nel periodo di pandemia”. Tuttavia il giudice, si legge, deve “assicurare che dette scelte siano adottate in modo trasparente e in coerenza con le risultanze dei dati scientifici”, “motivando con argomenti non contraddittori l’impatto della eventuale riapertura della istruzione in presenza sulla ulteriore diffusione del contagio”.
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Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.