L'anima no-vax di Fratelli d'Italia. Lettera aperta al ministro Schillaci

I sanitari radiati dall'Ordine per motivi connessi alla pandemia possono chiedere il reintegro. Un'iniziativa che sa tanto di politico, sulla quale il ministro della Salute è stato fin troppo silenzioso

23 LUG 26
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Schillaci in Senato (Foto ANSA)

Ministro Schillaci, esiste ancora un ministro della Salute?
La domanda non è provocatoria, perché nella vicenda dell’emendamento che apre una procedura straordinaria per la reiscrizione dei sanitari radiati durante la pandemia lei compare soltanto nelle ricostruzioni giornalistiche: contrario alla norma, sconfitto dentro il suo stesso ministero e infine silenzioso. Il suo sottosegretario Marcello Gemmato, invece, compare negli atti politici: ha dato il via libera alla proposta in Commissione, permettendo che una rivendicazione della componente no-vax di Fratelli d’Italia diventasse posizione del Governo.
È questa la divisione del lavoro al Ministero della Salute? Lei esprime i pareri negativi, Gemmato li rovescia e poi parla a nome dell’Esecutivo?
La storia comincia il 3 marzo 2026, quando Alice Buonguerrieri deposita l’articolo aggiuntivo 7.01 al disegno di legge governativo sulla riforma delle professioni sanitarie. Il testo non proveniva dal Ministero della Salute e non figurava nel disegno di legge originario: era un’iniziativa parlamentare della deputata di Fratelli d’Italia. Prevedeva che il sanitario radiato dall’albo per fatti non dolosi connessi alla pandemia potesse chiedere la reiscrizione entro sessanta giorni, purché fosse ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
Ministro Schillaci, quando ha letto quella proposta, che cosa ha pensato? Ha ritenuto accettabile che il Parlamento costruisse una corsia speciale per una categoria individuata sulla base del periodo storico nel quale aveva commesso le violazioni disciplinari? Ha domandato quali fossero i casi concreti che si volevano sanare? Ha chiesto un elenco delle condotte per cui quei professionisti erano stati radiati?
La distinzione è essenziale. Il sanitario che non adempiva all’obbligo vaccinale non veniva normalmente radiato: veniva sospeso dall’esercizio professionale. La radiazione era la conclusione di un procedimento disciplinare per condotte ulteriori, considerate incompatibili con i doveri della professione. Parlare genericamente di “medici radiati perché non vaccinati” serve a trasformare persone sanzionate per specifici comportamenti in vittime di un obbligo politico. Ministro, condivide questa alterazione dei fatti?
L’emendamento è stato modificato prima dell’approvazione del 14 luglio, ma ne è rimasto intatto il principio: offrire ai sanitari radiati per fatti connessi alla pandemia una possibilità straordinaria di chiedere la reiscrizione. Non si tratta di un reintegro automatico, come è stato scritto con eccessiva semplificazione; si tratta però di una finestra eccezionale, creata appositamente per loro e sottratta al percorso ordinario. La FNOMCeO l’ha definita una delegittimazione degli Ordini e un affronto ai professionisti morti curando durante il Covid.
Lei è il ministro della Salute, professor Schillaci. Ritiene che gli Ordini abbiano abusato del proprio potere disciplinare? Se lo ritiene, perché non lo dice? Se non lo ritiene, perché consente al suo Governo di intervenire sulle loro decisioni con una norma costruita per favorire proprio coloro che gli Ordini hanno radiato?
Secondo la ricostruzione pubblicata da Repubblica, lei aveva espresso formalmente parere negativo all’emendamento, rappresentando la posizione del Ministero. Sarebbe stato Gemmato, successivamente, a dare il via libera in Commissione Affari sociali. La notizia non riguarda una divergenza marginale: descrive un sottosegretario che modifica davanti al Parlamento la posizione del dicastero guidato dal proprio ministro.
È vero, ministro?
Ha espresso quel parere negativo? Lo renda pubblico. Ne chiarisca le motivazioni. Dica quando è stato trasmesso, a chi e in quale forma. Dica soprattutto che cosa è accaduto dopo.
Gemmato l’ha informata che avrebbe espresso una posizione opposta? Lei lo ha autorizzato? Palazzo Chigi ha imposto il cambiamento? Fratelli d’Italia ha deciso che il parere del ministro competente poteva essere ignorato? Oppure lei, dopo avere manifestato una contrarietà destinata a rimanere riservata, ha accettato che il suo sottosegretario facesse il contrario?
Non esiste una risposta che renda il suo silenzio accettabile. Se Gemmato ha agito contro la sua volontà, lei deve revocargli le deleghe o chiedere che venga sostituito. Se ha agito con il suo consenso, la notizia del suo parere negativo descrive una messinscena burocratica. Se la decisione è stata presa sopra la sua testa, dovrebbe spiegare agli italiani perché il ministro della Salute non controlla la politica sanitaria del proprio ministero.
Che cosa significa, altrimenti, essere ministro?
La natura politica dell’operazione è stata chiarita dalla stessa Buonguerrieri. Non ha presentato l’emendamento come una prudente revisione procedurale. «A nome di FdI» ha rivendicato la volontà di porre fine a una «persecuzione», restituendo ai sanitari la libertà di agire «in scienza e coscienza»; ha poi accusato la sinistra di voler proseguire una «caccia alle streghe».
Ministro Schillaci, anche per lei quei procedimenti disciplinari furono una persecuzione? Anche lei pensa che i sanitari radiati siano stati vittime di una caccia alle streghe? Crede davvero che la formula “scienza e coscienza” consenta a un medico di diffondere terapie antiscientifiche o informazioni infondate, senza rispondere delle conseguenze professionali?
Non basta dire che la scienza ammette il dissenso. Il dissenso scientifico richiede dati verificabili, metodi controllabili e disponibilità a correggersi. Non consiste nel presentare qualunque convinzione personale come alternativa legittima alle conoscenze disponibili. Ministro, è disposto a pronunciare pubblicamente questa elementare distinzione, oppure ormai anche questo contrasta con la linea politica di Fratelli d’Italia?
Buonguerrieri, inoltre, non è rimasta sola. Lucio Malan, presidente dei senatori di FdI, ha dichiarato che l’opposizione all’emendamento manifesterebbe nostalgia per la «stagione di odio e divisioni» della pandemia. Ha sostenuto che i lavori della Commissione Covid starebbero dimostrando che i provvedimenti adottati non poggiavano su fondamenti scientifici, ma derivavano da scelte politiche «inutilmente vessatorie» verso i cittadini contrari alle imposizioni. Ha infine collegato il reintegro alla tesi secondo cui il vaccino non impediva il contagio.
Ministro, è questa anche la sua valutazione della campagna vaccinale?
Lei ritiene che le misure adottate durante la pandemia non avessero fondamento scientifico? Ritiene che il vaccino dovesse impedire ogni singolo contagio per essere utile a proteggere i pazienti e a ridurre la circolazione virale? È disposto a ricordare a Malan che le conoscenze vanno giudicate sulla base dei dati disponibili nel momento in cui le decisioni vengono assunte, non retrodatando alle prime varianti le proprietà immunoevasive di quelle successive?
Malan non è un commentatore occasionale: guida il gruppo di FdI al Senato. Buonguerrieri ha parlato espressamente a nome del partito. Gemmato è il sottosegretario alla Salute. Quante figure apicali devono pronunciarsi prima che lei riconosca l’esistenza di una linea politica?
Quella linea non consiste soltanto nel riesaminare alcune sanzioni. Consiste nel riscrivere la pandemia come una stagione di provvedimenti privi di fondamento scientifico, nel descrivere i sanitari sanzionati come perseguitati e nel presentare le istituzioni scientifiche e professionali come strumenti di repressione. È l’anima no-vax di Fratelli d’Italia, ormai abbastanza forte da parlare attraverso i presidenti dei gruppi parlamentari e da utilizzare il suo sottosegretario per correggere la posizione del ministro.
Lei che cosa rappresenta, dentro questo quadro?
Rappresenta la medicina fondata sulle prove o la sua funzione è diventata quella di fornire una rispettabile facciata accademica a decisioni prese altrove? È il ministro della Salute oppure il ministro ombra di Gemmato? È davvero possibile che un sottosegretario sconfessi il suo parere, riceva la copertura politica del partito di maggioranza e resti tranquillamente al proprio posto mentre lei non pronuncia una parola?
Gemmato, del resto, non è un interprete neutrale della materia. Già nel novembre 2022 aveva affermato che non vi fosse prova che senza vaccini la pandemia sarebbe andata peggio, salvo correggere successivamente la dichiarazione e riconoscere il valore dei vaccini. Oggi è proprio lui a rendere operativo un emendamento difeso attraverso la retorica della persecuzione dei no-vax. Ministro, considera casuale questa continuità?
La FNOMCeO le ha posto davanti un problema istituzionale preciso. L’autonomia disciplinare degli Ordini non protegge una corporazione: protegge i cittadini. Serve a impedire che il titolo di medico diventi uno scudo per chi viola i criteri fondamentali della professione. Il presidente Filippo Anelli ha chiesto al Parlamento di rivedere la norma e di conservare la scienza come riferimento per la tutela della salute.
Lei sta con gli Ordini o con Buonguerrieri?
Sta con chi considera la radiazione una misura estrema da applicare a condotte gravissime oppure con chi descrive i radiati come perseguitati senza neppure esaminare pubblicamente i loro casi? Sta con la tutela dei pazienti oppure con la necessità politica di risarcire simbolicamente una constituency che Fratelli d’Italia non intende abbandonare?
Il 21 luglio il disegno di legge è stato tolto dall’ordine del giorno della Commissione. Secondo ANSA, il rinvio riflette le divisioni della maggioranza e le tensioni tra lei e Gemmato. La norma non è stata cancellata: è stata soltanto fermata, mentre il centrodestra cerca una soluzione al conflitto che ha prodotto.
Ministro Schillaci, che cosa farà adesso?
Chiederà formalmente la soppressione dell’emendamento? Pretenderà che il Governo torni al parere negativo attribuito al suo ministero? Domanderà a Gemmato in base a quale mandato abbia espresso il via libera? Oppure attenderà una nuova formulazione abbastanza opaca da permettere a tutti di salvarsi la faccia, lasciando sostanzialmente intatta la sanatoria?
Non può limitarsi ad aspettare. Il silenzio, in questo caso, non è prudenza istituzionale. È una decisione politica a favore di chi ha parlato e agito al suo posto.
Un ministro può essere sconfitto. Può trovarsi in minoranza dentro il Governo. Può persino decidere che una battaglia non meriti una crisi. Non può però fingere che la battaglia non esista mentre il proprio sottosegretario rovescia la posizione del dicastero e il partito di maggioranza usa quella vittoria per delegittimare la politica sanitaria della pandemia.
Professor Schillaci, ha ancora l’autorità necessaria per dirigere il Ministero della Salute?
Se la risposta è sì, la eserciti: confermi il parere negativo, chieda la cancellazione della norma e chiarisca la posizione di Gemmato.
Se la risposta è no, abbia almeno la correttezza di dirlo. Perché un ministro ombra non protegge la salute pubblica. Protegge soltanto chi lo ha messo nell’ombra.