Salvini dice che il green pass è “una cazzata pazzesca”

Il leader della Lega contro il certificato e la vaccinazione ai giovani: “Mi rifiuto di vedere qualcuno che insegue mio figlio che ha 18 anni con un tampone o con una siringa"

Enrico Cicchetti

I contagiati del focolaio di Monteverde a Roma sono quasi tutti giovani. Così come quelli che hanno contratto il Covid in un campeggio a Manfredonia. Stesso vale per il caso di Malta, dove ad ammalarsi sono stati degli studenti. E intanto, complici anche le varianti, l’età media dei positivi si abbassa a 28 anni. Eppure, per Salvini, il vaccino agli under 40 è un inutile eccesso, una violazione della loro libertà e del diritto di uscire di casa, dopo "che hanno sofferto per un anno e mezzo". 

  

“Io non sono no vax, i miei genitori di 75, 76 anni sono vaccinati due volte, tranquilli e sicuri, gli portavo io la spesa e gliela lasciavo fuori dall’ascensore, ma mi rifiuto di vedere qualcuno che insegue mio figlio che ha 18 anni con un tampone o con una siringa. Prudenti sì, terrorizzati no”, ha detto Salvini ieri a Jesolo. E ancora, dalla piazza di Rosolina Mare, provincia di Rovigo, ha sostenuto che il green pass obbligatorio è “una cazzata pazzesca” che porterebbe solo un “casino totale”. 

     

"Mettiamo in sicurezza dai 60 in su, da 40 a 59 scelgano, per i giovani non serve", aveva spiegato in un'intervista a Repubblica il leader della Lega, che attaccava anche il green pass: "Se lo vogliamo per tutti, al momento finiremmo a ottobre, facendo saltare la stagione e le vacanze. Sarebbe devastante. E inutile".

  

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  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016