la decisione sul vaccino

L'Ema rassicura su AstraZeneca. Domani ricominciano le vaccinazioni in Italia

Il vaccino anglo-svedese non può essere associato all'incremento di trombosi, dice l'agenzia europea, ma i casi rari andranno approfonditi meglio

"Il farmaco è efficace, i suoi benefici sono superiori ai rischi", dice l'agenzia europea. Draghi: "Soddisfazione per il pronunciamento dell'Ema"

"Il vaccino AstraZeneca non può essere associato all'incremento di trombosi". I risultati dell'indagine condotta da Ema hanno confermato l'efficacia del vaccino anglo-svedese contro il Covid-19, constatando che i benefici sono superiori ai rischi.

Nulla che in realtà l'Ema non avesse già detto da quando l'Italia e altri 12 paesi europei hanno sospeso la somministrazione del vaccino, dopo alcuni decessi sospetti. Ma oggi, dopo l'analisi approfondita dei casi in questione, le parole dell'Ema diventano un invito agli stati a riprendere le vaccinazioni. E così da domani in Italia si tornerà a vaccinare con AstraZeneca: “Il governo italiano accoglie con soddisfazione il pronunciamento dell'Ema sul vaccino di AstraZeneca. La somministrazione del vaccino Astrazeneca riprenderà già da domani", ha commentato a stretto giro il premier Mario Draghi. "La priorità del governo rimane quella di realizzare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile”.

 

"Il nostro Comitato sulla farmacovigilanza (Prac) è arrivato a una conclusione nella revisione dei casi di coaguli di sangue in persone vaccinate con il vaccino anti-Covid di AstraZeneca", ha spiegato Emer Cooke, direttore esecutivo dell'agenzia europea del farmaco durante la conferenza stampa convocata al termine dell'incontro del comitato Prac. "È una conclusione scientifica e chiara: questo è un vaccino sicuro ed efficace".

 

"Il numero dei casi di trombosi riscontrati nei vaccinati con AstraZeneca è sotto la media dei casi riscontrati normalmente nella popolazione", ha detto Sabine Straus, capo del Prac. "Fino a ieri sono stati segnalati sette casi di coagulazione intravascolare e 18 casi di trombosi su quasi 20 milioni di persone vaccinate", ha aggiunto. I casi rari, tuttavia, andranno ulteriormente approfonditi. "Sulla base delle evidenze disponibili e dopo giorni di analisi approfondita dei report clinici dei risultati in laboratorio, delle autopsie e di ulteriori informazioni dagli studi clinici, non possiamo ancora escludere definitivamente un legame tra questi casi rari" di trombosi e effetti indesiderati "e il vaccino", ha detto Cooke. 

 

Negli ultimi giorni mezza Europa ha deciso la sospensione precauzionale della somministrazione del farmaco, in seguito a casi sospetti di trombo-embolia.

La Commissione Ue intanto sta preparando una lettera da inviare in tempi rapidi ad AstraZeneca, "che ci permette di avviare un dialogo con l'azienda nel quadro della risoluzione dei conflitti".

 

Già due giorni fa, il 16 marzo, l'Agenzia di farmacovigilanza aveva comunicato di ritenersi convinta che “i benefici del vaccino AstraZeneca siano maggiori rispetto al rischio di effetti collaterali”. “Una situazione del genere non è imprevista", aveva precisato Cooke, "quando si vaccinano milioni di persone possono capitare eventi avversi. Stiamo tentando di capire se si è trattato solo di coincidenze temporali. Al momento non ci sono indicazioni che le vaccinazioni abbiano causato questi eventi collaterali. Il numero di eventi di tromboembolia non è più alto di quanto ci si potesse aspettare. Analizzeremo tutti i dati relativi alle segnalazioni arrivate per determinare se il vaccino possa aver contribuito a questi eventi di trombosi. Ci incontreremo giovedì per poter trarre una conclusione sui dati raccolti e capire se ci saranno azioni da dover adottare”.

 

Nicola Magrini, direttore generale Aifa, in audizione in Commissione Affari sociali ha ribadito: "L'attuale versione dell'Assessment report, o sintesi dei dati, nelle conclusioni afferma chiaramente che non è stato stabilito nessun nesso tra questi eventi rari e il vaccino in questione. Ovvero sono eventi segnalati ma in cui non è stabilito un nesso di causalità. Questo può portare comunque, analizzando il complesso dei fenomeni accaduti, ad alcune raccomandazioni all'uso che sono in corso di valutazione".

 

Di più su questi argomenti: