Diario di un incubo/2 

Finire in quarantena dopo un tampone negativo. In Puglia succede

Annarita Digiorgio

Leggi e ordinanze in contrasto, con Emiliano che contraddice Speranza. Lo scalo di Bari senza test e i dubbi sui viaggi in aereo. Odissea di un rientro da Malta, con il rischio di essere positiva al Covid 

Avevo gia raccontato su queste pagine la mia odissea di tarantina in vacanza a Malta, che per colpa delle rispettive e contrastanti ordinanze di Emiliano e Speranza, non riusciva a rientrare in Italia, e neppure a reperire informazioni per farlo, dato che il numero verde nazionale Covid non si può contattare dall’estero. Alla fine, nella completa incertezza normativa e sanitaria, il 14 agosto sono rientrata. Dichiarando il falso.

   

Il giorno prima del volo, la compagnia Rynair mi inviava una mail con un’autocertificazione da consegnare in aeroporto, sottoscrivendo la quale dichiaravo che, in ottemperanza dell’ordinanza del ministero della Salute emanatata il giorno prima, all’arrivo in Italia mi sarei sottoposta a tampone entro le 48 ore. L’ho firmata e consegnata ai poliziotti in stazione, ma già sapevo che mai sarei stata tamponata entro le 48 ore. Non solo perchè, come già in altri aereoporti, il sistema di tracyng non era ancora stato attivato, ma per una scelta politica del governatore Michele Emiliano, suggerita dal suo responsabile emergenza Covid e candidato Pierluigi Lopalco: in Puglia i tamponi per gli sbarchi da Malta, Grecia, Croazia e Spagna vengono fatti solo 72 ore dopo l’atterraggio, e non entro le 48 previste dal ministero. Il tempo necessario, secondo Lopalco, per incubare il virus.

       

I dubbi partono da qui: come fa il ministro Roberto Speranza a emanare un’ordinanza con l’obbligo di tampone entro 48 ore dall’ingresso nel paese, non essendo tale facoltà nelle disponibilità del cittadino, ma delle Asl? Ancor meno è possibile per il cittadino rispettare l’obbligo, previsto dalla stessa ordinanza, del tampone nelle 72 ore prima del volo di partenza. I tamponi non sono recuperabili in commercio, ma sono ovunque nella esclusiva disponibilità del sistema sanitario di riferimento. Diversamente sarebbe stato se il governo italiano avesse stretto accordi bilaterali per somministrarli ai viaggiatori prima della partenza.

     

Mentre a Malta ad accogliermi c’erano gli infermieri, all’aeroporto di Bari solo i poliziotti. Dopo avermi chiesto le generalità mi hanno augurato buona giornata, senza neppure dirmi che da quel momento ero in quarantena. Il mio compagno di viaggio invece, che per arrivare a Taranto ha fatto scalo Pescara, è stato subito tamponato in aereoporto. Da lì, con immediato esisto negativo, ha raggiunto la Puglia in treno. Dopo due giorni riceve una chiamata dalla Asl di Taranto: “deve sottoporsi a tampone il 20 agosto, nel frattempo quarantena”. “Ma come – gli risponde – ho gia fatto il tampone all’arrivo a Pescara, come da ordinanza, e sono negativo”. Non vale, perchè fatto prima delle 72 ore previste dalla Regione Puglia, quindi quarantena.

      

Intanto, arriva finalmente il giorno del mio tampone. Fatto presso una tenda triage, dopo due ore di fila in assembramento. Altri due giorni di quarantena in attesa della telefonata della Asl: esito negativo. “Lei è libera”. Gli chiedo di inviarmi ufficiale comunicazione via mail. La sto ancora aspettando. A parte la telefonata, formalmente la Asl non ha mai interrotto la mia quarantena, eppure sono negativa.

     

Due giorni dopo ricevo una nuova telefonata dalla Asl: “Abbiamo avuto comunicazione stamattina che avete viaggiato in aereo con un positivo, dovete rimettervi in quarantena”.

“Ma come, io ho fatto già il tampone 5 giorni dopo il volo di rientro e sono negativa!”.

“Non importa, in caso di contatto stretto con un positivo la quarantena è di 14 giorni”.

“Ma dopo l’esito del tampone negativo mi avete rimesso in circolazione per due giorni, io sono uscita, ho incontrato persone, la mia famiglia, gli amici… mettete in quarantena tutti?”.

“Collabori e si metta in quarantena”.

Questa volta la mail della Asl arriva: è del 22 agosto, ma dispone “l'isolamento fiduciario dal 17 agosto”. Cioè retrodatato.

      


La telefonata con l'operatore della Asl        


    

La ratio normativa di questa nuova quarantena che mi comunicano è quella del decreto di marzo, che prevede 14 giorni di isolamento in caso di contatto stretto con un positivo. Senza specificare cosa accade se durante questi giorni viene fatto tampone con esito negativo. La cosa non è specificata perchè in effetti durante l’emergenza i tamponi non venivano fatti ad asintomatici, ma solo a casi gravi. Mentre l’ordinanza del 12 agosto introduce la novità dei tamponi anche ad asintomatici provenienti dall’estero. Motivo per cui c’è stato un aumento dei casi positivi, senza prevedere ulteriori specifiche nei protocolli. Il risultato è che due norme governative risultano in contrasto tra loro. Una, l'ordinanza relativa ai viaggi da Malta, Croazia, Spagna e Grecia, dice che basta un tampone nelle 48 ore per verificare positività. L’altra, il decreto che fa riferimento al contatto con un positivo, fa leva sui 14 giorni di incubazione.

     

Restano poi alcune domande senza risposta. Aver viaggiato in aereo con un positivo, con mascherina obbligatoria, può essere considerato contatto stretto? La mascherina serve o no per evitare contagio? Ma soprattutto, se il rischio c’è, perché allora negli aerei, diversamente da treni e altri mezzi, non si è messo il distanziamento obbligatorio? Se a bordo c’è un sistema di aerezione che evita il contagio, come si era detto, allora perché i passeggeri devono essere sottoposti a quarantena?

   

C'è però una certezza. A causa di questa odissea c'è il rischio che io abbia propagato il contagio nei due giorni di libertà, un rischio che non ci sarebbe stato se il tampone fosse stato fatto subito in aeroporto a Bari, come nel resto d’Italia. Anche per questo chi viaggia preferisce fare scalo negli aeroporti con tampone immediato. E' incredibile che chi arriva a Fiumicino ha tampone e risultato in un’ora, mentre chi atterra a Bari deve fare, per lo stesso viaggio, dieci giorni di quarantena. 

   

Ma soprattutto è incredibile come il ministro Speranza possa consentirlo. Tra ministero e regione non c'è solo una forte discordanza ordinamentale, che è anche politica tra due forze alleate. C'è soprattutto una discordanza scientifica: secondo Emiliano e Lopalco, facendo tamponi prima delle 72 ore e liberando i cittadini con esito negativo, il ministro della Salute sta mettendo in pericolo l’Italia intera. Pensate cosa potrà succedere ora che il protocollo dei tamponi rapidi verrà applicato in tutte le scuole. Mentre bambini e alunni di tutta Italia avranno l'esito in un’ora, la Puglia che farà? Metterà in isolamento tutta la classe per 72 ore prima di effettuare il tampone?