“Più libri più liberi” e le pericolose ovvietà

Fascisti? Antifascisti? La cosa migliore che si possa fare con qualsiasi libro è leggerlo e non vietarlo: studiare le cose è più utile che proclamare un’appartenenza

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Foto Ansa

Confesso di essere rimasto allibito quando ho letto che per accedere a una grande e meritoria manifestazione sui libri che si tiene ogni anno a Roma (“Più libri più liberi”), gli editori che volevano esporre e far valere i propri libri dovevano presentare una sorta di “patentino” a rassicurare gli eventuali lettori che i loro libri erano di stampo “antifascista”, o per meglio dire aderivano ai “valori dell’antifascismo”. Alcuni di questi editori si sono rifiutati di rispondere con un secco “sì” o “no”, ad esempio gli editori come Settecolori (che pubblicano libri magnifici). Non so bene come siano andate le cose con una casa editrice che ha nome Idrovolante di cui non conosco il catalogo e che alla fine non è stata ammessa alla manifestazione. Gli organizzatori dicono che sono stati quelli di Idrovolante a fare la loro richiesta in ritardo.
Da qualche parte ho letto che la Idrovolante ha pubblicato un libro di Italo Balbo e una ponderosa biografia di un personaggio tanto famigerato quanto eccezionale della storia culturale rumena, Corneliu Zelea Codreanu, il capintesta della Guardie di ferro rumene tra le due guerre, un’organizzazione di destra effettivamente atroce. Come atroce fu la fine di Codreanu e degli altri leader delle Guardie di ferro, catturati dalle forze governative, fatti montare su delle auto con le mani legate dietro la schiena e via via tutti strangolati. Una storia politica che va nascosta al lettore odierno? Penso proprio di no. Tutto il contrario se vuoi capire che cos’è stato il Novecento in fatto di orrori ideologici. Quanto al libro di Balbo – che non ho letto – è vero che lui all’inizio della sua traiettoria politica era stato uno squadrista che non andava tanto per il sottile, però è stato anche l’aviatore che comandò gli aerei che volarono dall’Italia agli Stati Uniti, tanto che a Chicago c’è ancora un viale che porta il suo nome. Né va dimenticato che Balbo si era opposto, per quanto possibile, all’abbraccio tra il fascismo mussoliniano e il nazismo hitleriano.
A farla breve: la cosa migliore che si possa fare con qualsiasi libro è leggerlo e non vietarlo. Sono in tanti quelli che dicono che a suo tempo il Mein Kampf di Hitler andava letto e non deriso, e questo perché si sarebbe capito meglio con quale criminale l’Europa stava per avere a che fare da lì a poco. Fascismo o antifascismo? Non è così semplice, così netto. Più ne leggi e più sai come andarono effettivamente le cose dalla Prima alla Seconda guerra mondiale, del perché Mussolini godé così a lungo di un tale e largo consenso. Ma ce le avete presenti le immagini ributtanti di quella Piazza Venezia assiepata fino all’ultimo metro quadro da gente che lo osanna dopo che lui ha annunciato di avere consegnato la dichiarazione di guerra agli ambasciatori di Francia e d’Inghilterra? Da inorridire. Stavano osannandolo gli amici e i parenti dei fanti italiani che si apprestavano ad andare a morire sulle spianate dell’Unione Sovietica, della Grecia, della Libia. Ricordo che fra amici della mia famiglia siciliana c’era una signora che ancora aspettava il ritorno del figlio dall’Urss, alla cui aggressione lui aveva partecipato senza sapere minimamente che cosa lo aspettasse a Leningrado o a Stalingrado.
Che la nostra Costituzione sia improntata ai valori dell’antifascismo è ovvio e non va dimenticato neppure un attimo. Ma il punto della storia italiana degli ultimi cento anni non sta in questo, sta semmai nel capire com’è che il fascismo a un certo punto avesse vinto per poi annidarsi così a fondo in quello che l’Italia dei nostri padri era e faceva. Io ho adorato mio padre, che era stato fascista e che era il tipo di persona quanto di più lontano dalla tipologia fascista. Nella loro gioventù erano stati fascisti personaggi quali Romano Bilenchi, Mino Maccari, Pietro Maria Bardi, Vitaliano Brancati. Che cosa si aspettavano dal loro essere fascisti? E infine. Se un imbecille è un antifascista, pesa più il fatto che sia un imbecille o che sia un antifascista?