Un 7 ottobre ha rilanciato l’antisemitismo, un 17 ottobre invece il sinistrismo

Secondo la logica sarebbe dovuto accadere il contrario, ma i popoli sono irrazionali. Neocomunisti e neopelagiani finiscono sempre col tornare a Rousseau, la radice comune, il vero riferimento

24 OTT 26
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Foto ANSA

Un 7 ottobre ha rilanciato l’antisemitismo, un 17 ottobre ha rilanciato il sinistrismo. Secondo la logica sarebbe dovuto accadere il contrario, ma i popoli sono irrazionali (animali pazzi, diceva Guicciardini). Neocomunisti e neopelagiani, che sono legione, finiscono sempre col tornare a Rousseau, la radice comune, il vero riferimento. Il selvaggio è buono anche quando stupratore (in Israele) o saccheggiatore (a Milano). Se stupra o se saccheggia lo avranno provocato: la colpa è dunque dello stuprato e del saccheggiato.
Poi c’è chi sprofonda oltre e torna a Toni Negri, al marx-dannunzianesimo del cattivo maestro padovano, ed è il cattivo maestro napoletano Erri De Luca, affascinato dalla “forza”, sedotto dalla “intensità” di questi cortei che sancirebbero la nascita di “una nuova forma di democrazia”. Vale a dire una democrazia in cui un demos demoniaco, una minoranza che spacca, sottomette la maggioranza che spazza e paga i danni. Lo dicevo io che la polizia pietosa fa la piaga cancrenosa.