Dio non è di sinistra

Alla luce delle loro ultime sociologiche dichiarazioni sono di sinistra Dell’Utri come Fratoianni, Draghi come Carlotta Cossutta, oltre ai soliti preti mondani, ai don del giro Caritas dimentichi del Decalogo che a tutti, non soltanto ai poveri, comanda “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri” 

22 OTT 26
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Foto Ansa

Un danno collaterale del Sacco di Milano è il ritorno della sinistra. Io da lunga pezza sono convinto, peraltro insieme a Giorgio Bocca e Giorgio Gaber, che la distinzione destra/sinistra sia obsoleta e calcistica, ma adesso barcollo. Sono di nuovo spuntati, come funghi venefici, quelli per cui la colpa è della società. Ed è proprio questa una definizione di sinistra: la fazione di chi assolve il delinquente e condanna la società. Che poi è l’insieme delle vittime: i commercianti col negozio devastato, i poliziotti presi a pietrate, noi poveri contribuenti chiamati a pagare i danni alle auto di servizio, gli arredi urbani divelti, gli straordinari di agenti e netturbini. Alla luce delle loro ultime sociologiche dichiarazioni sono di sinistra Dell’Utri come Fratoianni, Draghi come Carlotta Cossutta, oltre ai soliti preti mondani, ai don del giro Caritas dimentichi del Decalogo che a tutti, non soltanto ai poveri, comanda “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri”. Dio, non essendo di sinistra, non ammette eccezioni: non potersi permettere l’ultimo iPhone non autorizza a spaccare la vetrina di Vodafone. Ammetterebbe pentimenti e ravvedimenti operosi ma, con la sinistra assolutoria di nuovo al comando, non se ne vedrà nemmeno l’ombra.