Francesco Guccini, un cantautore bevitore di Lambrusco che se ne va

Io prego che adesso, altrove, beva insieme a Lucio Dalla e Augusto Daolio

7 AGO 26
Immagine di Francesco Guccini, un cantautore bevitore di Lambrusco che se ne va

Foto Lapresse

Preghiera per un cantautore bevitore di Lambrusco che se ne va. Preghiera per Francesco Guccini (1940-2026), nato a Modena e non è un dettaglio: “Di modenese mi sono rimaste dentro due cose fondamentali: l’accento, che però si va via via attenuando, e un’altra che fortunatamente non si attenua, l’amore per il Lambrusco”. Per il vecchio giullare che in “L’avvelenata”, la canzone più estrema della musica italiana, cantò “Mi piace far canzoni / e bere vino”. Per il genio minore che in “Canzone di notte n° 2” cantò del moralismo proibizionista, donde “quell’ipocondria ben nota, / poi... la bottiglia è vuota”.
Per l’eterno baccelliere che in “Canzone delle osterie di fuori porta”, la canzone che mi convinse a non fare l’università (così tanto mi ha insegnato il Maestrone), cantò il tirare a far mattino, fino al momento del caffè “per neutralizzare il vino”. Per lo scrivano emiliano che in “Piccola città” (Modena, ovviamente) cantò “Cerco le notti ed il fiasco / se muoio rinasco / finché non finirà”. Ora è finita, almeno per questa vita. E io prego che adesso, altrove, beva insieme a Lucio Dalla e Augusto Daolio: lambrusco.