Il mio regno per una murena fritta

Nonostante la ristorazione in Puglia sia totalmente asservita al turismo, la ricerca della pietanza tanto ambita si rivela piena di insidie
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“Murena fritta, grazie”. Prego che si avveri il mio piccolo sogno di ordinare e mangiare la murena, difficile da realizzare perché il feroce pesce anguilliforme caro ad Apicio viene abitualmente fritto nei ristoranti dell’isola di Ponza e io mi trovo in terraferma, e così come non prendo aerei non prendo traghetti e inoltre non sono Gesù Cristo, non cammino sulle acque.
Peggio che in terraferma: mi trovo in Puglia, ossia nella regione della ristorazione più prostituita che ci sia. Tra Lesina e Leuca cerco con il lanternino un ristorante un minimo territoriale ovvero senza salmone e senza tiramisù (segnacoli del meretricio turistico) e quando finalmente lo individuo, a Bari, ecco che mi spara nelle orecchie “Bella ciao”. Sembra una barzelletta, un aneddoto inventato, ma c’è Giorgio Quarzo Guarascio, alias Tutti Fenomeni, che può testimoniare la disavventura (adesso sto ascoltando la sua “Piazzale degli eroi” per rifarmi il nervo acustico). Murena fritta, nuota dal Tirreno all’Adriatico! Murena fritta, stermina le acciughe del Cantabrico!