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di Camillo Langone

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Tra Iran e Israele un cristiano deve stare dalla parte di chi beve vino

L'attacco a Tel Aviv è l'aggressione di un regime che proibisce l'alcol a una democrazia che consente il consumo della bevanda amata da Gesù. Un chiaro confine tra la luce e il buio per tutti i cattolici
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16 APR 24
Immagine di Tra Iran e Israele un cristiano deve stare dalla parte di chi beve vino

(foto Getty)

Sono talmente cattolico che prendere partito mi risulta quasi impossibile. Cattolico vuol dire universale e universale è il contrario di parziale. Mai capito come faccia un cattolico a votare... Maestri come don Giussani e Vittorio Messori mi hanno vaccinato dal dualismo. In caso di guerra non riesco a non vedere le ragioni di tutti e i torti di tutti. Non riesco, proprio non riesco a non detestare i partigiani, i miliziani... E però in certi conflitti certi criteri mostrano con nettezza il bene e male, la luce e il buio. Per un cristiano il criterio del vino dev’essere decisivo. L’attacco dell’Iran a Israele è l’aggressione di un regime che proibisce l’alcol (a suon di frustate) a una democrazia che consente il consumo della bevanda amata e sublimata da Gesù. Sia sempre tesa la fionda di Davide.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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