Meglio lo Stravinskij memorialista dello Stravinskij musicista

Vorrei riuscire ad apprezzarla la musica di un compositore amante della corrida, ma faccio fatica. E' un incubo
20 OTT 23
Ultimo aggiornamento: 11:04
Immagine di Meglio lo Stravinskij memorialista dello Stravinskij musicista

Wikimedia Commons

Meglio lo Stravinskij memorialista dello Stravinskij musicista. Per le mie orecchie almeno. Leggo con grande piacere “Ricordi e commentidi Igor Stravinskij e Robert Craft (lo storico assistente), pubblicato da Adelphi. Un passaggio su tutti: “Negli anni di Biarritz diventai un aficionado della corrida di Bayonne e ci andai più volte. Ero là con Rubinstein nella tragica circostanza in cui il toro si liberò di una banderilla e la fece volare per l’aria nel cuore del console generale del Guatemala, che stava vicino al parapetto e che morì all’istante”. Vorrei riuscire ad apprezzarla la musica di un compositore amante della corrida, ma faccio fatica: a Debussy “Le Sacre du printemps” sembrò un “magnifico incubo”, per me vale solo il sostantivo. Grazie a Dio, proseguendo nella lettura, scopro lo Stravinskij religioso. Nella vita: “Bisogna essere credenti, e non solo credenti in figure simboliche, ma nella persona del Signore, nella persona del Diavolo, e nei miracoli della Chiesa”. E nella musica: “Pater noster”, “Credo”, “Ave Maria”, un’intera Messa... I brani sacri mi risultano più ascoltabili: hanno più senso e meno note. E però continuo a preferire lo spirito, l’intelligenza, la curiosità dello Stravinskij memorialista (così come preferisco il Verdi epistolografo al Verdi melodrammatico).