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di Camillo Langone

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Un liberal stupido è sempre più stupido di uno stupido conservatore

Il principe russo Pëtr Vjazemskij parlava di "liberali", ma oggi quella parola è del tutto priva di significato, vedi i greenpassisti. Sostituendola con "liberal" o "progressista" o "democratico" funziona meglio
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20 MAY 22
Immagine di Un liberal stupido è sempre più stupido di uno stupido conservatore

Ivan Kramskoy, "Ritratto di donna" (Wikipedia) 

“Un liberale stupido è sempre, immancabilmente, più stupido di uno stupido conservatore. Quest’ultimo resta così come Dio l’ha creato: non toccatelo, e lui non toccherà niente e nessuno. L’altro invece è arrogante e si scaglia contro tutto e tutti. Uno è semplicemente e innocuamente stupido; l’altro commette stupidaggini non soltanto riprovevoli, ma spesso aggressive e delittuose”. Lo scrisse nell’Ottocento il principe russo (ovviamente conservatore) Pëtr Vjazemskij nei suoi taccuini, ora pubblicati da Adelphi col titolo “Briciole della vita”. Si sostituisca la parola “liberale” (oggi del tutto priva di significato se un greenpassista come Renato Brunetta può definirsi tale) con la parola “liberal”, o con la parola “progressista”, o con la parola “democratico”, e queste frasi sembreranno scritte oggi.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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