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Vitaliano Trevisan contro il gender, il controllo qualità e l'ambiente teatrale
Pochi passaggi fra i più nobili del terribile capolavoro "Works", per celebrare uno scrittore che è cenere nel camposanto di Sandrigo, oggi che è Mercoledì delle Ceneri

Screen da YouTube
Vitaliano Trevisan che ora sei cenere nel camposanto di Sandrigo, per il Mercoledì delle Ceneri volevo sintetizzare le 691 pagine di “Works. Edizione ampliata” (Einaudi) ma è troppo anche per un campione della sintesi quale mi ritengo. Mi limito dunque a trascrivere pochissimi passaggi, fra i più nobili, del tuo terribile capolavoro. Contro “Lolita”: “Niente di più che un romanzo porno scritto molto bene – il che, dirà qualcuno, non è poco, ma a noi sembra un’aggravante”. Contro il gender: “Nel cosiddetto mondo del lavoro è risaputo che, nei lavori semplici e ripetitivi, le donne riescono meglio degli uomini punto; e ognuno pensi ciò che può e che vuole”. Contro le certificazioni: “Ah!, la Qualità Totale e le sue certificazioni internazionali! Pensare che qualcuno ci crede davvero, dimenticando che oggi anche la qualità, come tutto, si compra e si vende…”. Contro l’ambiente teatrale: “Comincio a stancarmi di gente con case a Capalbio, con o senza seguito di costosissimi figli che studiano da registi, che conducono vite dispendiosissime, e immancabilmente iniziano i loro fumosi discorsi dicendo: Non ci sono soldi. È grottesco”. Contro Toni Servillo: no, qui niente virgolettato, sarebbe troppo lungo, solo la preghiera al lettore di correre alle pagine 492-504 dove il troppo noto attore viene incenerito in vita.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
