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di Camillo Langone

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La natura è una cosa da prendere a fucilate, i poeti lo sanno

Leopardi fornisce gli aggettivi definitivi: “dura”, “matrigna”, “inimica”, “empia”. Mentre Lucrezio dà un apporto specifico: “La stirpe delle bestie, nemica al genere umano”. Le loro parole raccolte in un libro di Davide Rondoni
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27 SEP 21
Immagine di La natura è una cosa da prendere a fucilate, i poeti lo sanno

Anton van Dijck (1599-1641), Caccia al cinghiale (Wikimedia Commons)&nbsp;<br />

“Cos’è la natura? Chiedetelo ai poeti”. Ecco il titolo dell’ultimo libro (Fazi Editore) di Davide Rondoni, ovviamente poeta ma poeta non ovvio siccome scrive contro la “nuova trinità Salute-Durata-Pianeta” e più che dei visoni si preoccupa degli armeni: “Non mi pare di vedere vip e grandi campagne di comunicazione e marketing sposare la causa di questi popoli sfigati. Non deve essere chic come quella contro le pellicce di pelo animale. Agli armeni glielo possono pure bruciare, il pelo, le granate turche”. In effetti i poeti interpellati da Rondoni conoscono la natura molto meglio degli scienziati e dei politici. Leopardi fornisce gli aggettivi definitivi: “dura”, “matrigna”, “inimica”, “empia”. Mentre Lucrezio dà un apporto specifico: “La stirpe delle bestie, nemica al genere umano”. Ci voleva un poeta per dire a chiare lettere che i cinghiali sono nemici dell’uomo… Sia considerato degno della poesia solo chi dimostra di avere appreso che la natura è una cosa da prendere a fucilate.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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