L'ultimo ballo di De Michelis, che ci ha abbandonati a un'Italia di pensionati

Con la scomparsa di uno dei simboli della politica anni Ottanta, non ci resta che Salvini, simbolo della politica anni Dieci
13 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 17:52
Immagine di L'ultimo ballo di De Michelis, che ci ha abbandonati a un'Italia di pensionati

Gianni De Michelis (foto LaPresse)

Non conosce la dolcezza del vivere chi non ha vissuto prima di Tangentopoli. Mi piace iniziare così, fra Talleyrand e Bernardo Bertolucci, questa preghiera dedicata a Gianni De Michelis, il ministro che ballava, simbolo della politica anni Ottanta. Simbolo della politica anni Dieci (fine anni Dieci) è invece Matteo Salvini, il ministro che mangia. Ovviamente De Michelis non ballava soltanto e Salvini non si limita a mangiare ma la politica passa e restano le immagini. Quella del socialista veneziano era un’Italia più giovane, elastica, erotica, quella del leghista milanese è un’Italia vecchia che si consola abbuffandosi. In trent’anni le discoteche sono quasi morte mentre il cibo, piacere senile, è in pieno boom. Maurizio Ferrara scrisse una poesia romanesca intitolata “La golosità de li vecchi”, sulla sciagura di “scoprisse rimbambiti a girà ‘ntorno / peccanno no de cazzo ma de gola”. Non è il caso di Salvini, credo tuttora in grado di peccare a trecentosessanta gradi, bensì del corpaccione elettorale: ormai l’italiano medio è un pensionato, un pensionando, un quota 100. Piango per Gianni De Michelis ma ancor più per i ragazzi italiani destinati a vivere fra senescenti interessati solo al cibo.