Troppi panettoni e troppo pochi presepi

Mi offende come uomo e come cattolico chi mi offre il dolce milanese
30 NOV 18
Ultimo aggiornamento: 18:36
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La smettano di offendermi. Chi già da settimane (al ristorante, in privato, in ogni dove) mi propone panettone mi offende due volte, come italiano non milanese e come cattolico. Non sono nato né abito a Milano, e nemmeno in provincia di Milano o in arcidiocesi di Milano, dunque non mangio il famoso dolce televisivo (nato secoli fa ma dilagato negli anni Cinquanta grazie al Carosello). Il gonfio, tronfio panettone ha soffocato i mille dolci natalizi di un’Italia bella perché varia, a cui invece, da peculiarista, io sempre mi attengo. La mia biografia mi spinge verso spongate e cartellate e ammiro chi segue le proprie tradizioni di pandolci, panspeziali, panpepati, panforti, pangialli… Il panettone mi offende poi come cattolico quando viene proposto con tanto (ogni anno sempre maggiore) anticipo. I dolci natalizi comincio a mangiarli la sera della Vigilia: se il Natale dura due mesi il 25 dicembre è un giorno qualsiasi, se i dolciumi non simboleggiano una festa sono soltanto un modo per ingrassare. Troppi panettoni e troppo pochi presepi: Gesù Bambino lo si dimentica così.